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La storica Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica, organizzata, come di consueto, dalla Biennale del Cinema a Venezia, ha ospitato dal 31 agosto al 10 settembre, numerosi cinefili, radunati in Laguna per rinnovare l’annuale appuntamento con la presentazione di film, cortometraggi, lungometraggi e documentari di registi emergenti o apprezzati e venerandi miti di livello nazionale e internazionale che dalla vita hanno avuto tutte le onorificenze e premi, ma evidentemente ancora desiderosi di rimettersi in gioco.

Incaricato degli onori di casa, alla cerimonia di apertura, il Presidente della Biennale Alberto Barbera. Notevoli ma nostalgiche sono state le retrospettive e gli omaggi a personalità o attori che hanno contribuito a fare del cinema una industria mutevole e in continua espansione a livello tecnologico e scenografico.

Le pellicole in gara

Sono stati presentati 55 lungometraggi, mentre i cortometraggi sono stati sedici. Nella Sezione Classici spiccano venti lungometraggi restaurati ma l’attesa, o meglio, la curiosità era centrata sicuramente sul regista cileno Pablo Larraìn e il suo film “Jackie”. Nella pellicola, sullo sfondo dell’assassinio del Presidente Kennedy, la complessità di una figura come Jacqueline: icona di stile, madre, moglie del Presidente, colei che con fredda lucidità, un’ora dopo l’assassinio del marito, ancora sporca di sangue, riceve nel suo abito rosa Chanel, la nuova first Lady.

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Tre i film italiani: “Piuma” di Roan Johnson, “Spira Mirabilis” di Massimo D’Onofri e Martina Parenti e “Quei Giorni” di Giuseppe Picciani.

Fuori concorso, ma interessante serie TV, “The Young Pope” di Paolo Sorrentino, narra la vita e il pontificato immaginario di Pio XIII, che vedrà l’attore Jude Law interpretare per la prima volta un papa americano; “Tommaso” diretto da Kim Rossi Stuart e “Monte” del regista iraniano Amir Naderi. Tra i film fuori concorso l’atteso ritorno di Mel Gibson con “Hacksaw ridge” a sei anni di distanza da Apocalypto.

I premi

La giuria di Venezia, presieduta da Sam Mendes e composta da nomi illustri del mondo cinematografico assegna i seguenti premi:

Leone D’Oro per il miglior film a “ANG BABAENG HUMAYO” di Lav Diaz

Leone D’Argento – Gran Premio della Giuria a “NOCTURNAL ANIMALS” di Tom Ford.

Leone D’Argento – Premio per la miglior Regia ex-aequo a “PARADISE” di Andrei Konchalovsky e “LA REGION SALVAJE” di Amat Escalante.

Coppa Volpi per la migliore attrice a Emma Stone nel film “LA LA LAND” di Damien Chazelle.

Coppa Volpi per il miglior attore a Oscar Martinez nel film “EL CIUDADANO ILUSTRE” di Mariano Cohn e Gastòn Duprat.

Premio per la migliore sceneggiatura a Noah Oppenheim per il film “JACKIE” di Pablo Larrain.

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA a: “THE BAD BATCH” di Ana Lily Amirpour (USA).

Premio Marcello Mastroianni a una giovane attrice emergente a: Paula Beer nel film “FRANTZ” di François Ozon (Francia, Germania).

La Giuria Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” della 73.a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, composta da Rosa Bosch, Brady Corbet, Pilar López de Ayala, Serge Toubiana e presieduta da Kim Rossi Stuart, assegna il premio a:
“Akher Wahed Fina (The Last of Us)” di Ala Eddine Slim
(Tunisia, Qatar, E.A.U., Libano)

Il Leone D’Oro alla carriera 2016 è stato consegnato da Alberto Barbera a Jean- Paul Belmondo e Jerzy Skolimowski che motivava l’assegnazione a Belmondo «per aver interpretato in tanti anni di carriera ruoli drammatici, comici, satirici, modificando camaleonticamente i suoi personaggi rendendoli leggendari»; a Skolimowski «per aver dato voce e un valido contributo al nuovo cinema polacco», preceduto solo da Roman Polanski.

la ragazza del mondo

Al Festival del Cinema per Le Giornate degli Autori è importante richiamare l’attenzione sul regista italiano Marco Danieli con “LA RAGAZZA DEL MONDO”. Ambientato nella comunità italiana dei Testimoni di Geova, la vita di Giulia cambia radicalmente quando conosce Libero proveniente dal mondo “esterno”. Le certezze di Giulia vacillano, lei nata con un credo fatto di rigore di testi sacri e che tiene lontano tutti coloro che non appartengono al loro mondo, si scontra con la realtà della vita, con l’amore verso un ragazzo non appartenente alla sua religione.

Oltre il concorso

Ma il programma del Festival del cinema di Venezia non è solo proiezioni e spettacoli: nel periodo della mostra, il Lido di Venezia ha proposto un ricco calendario di eventi collaterali tra mostre, presentazioni, splendide feste e locali aperti tutta la notte.

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Come in tutti i festival che si rispettano, non sono mancate le polemiche sul red carpet, montate velocemente su tutti i social network. In particolare molto scalpore ha suscitato, non tanto la presenza delle due top model Giulia Salemi e Dayane Mello, ma l’outfit scelto con cui hanno sfilato per i fotografi catturando tutti i flash sul red carpet di “The young Pope”. Succede quando si ha a che fare con un “nude look”, ossia sfilando senza biancheria intima sotto il vestito; polemiche, accese e alimentate da chi sottolinea come il Festival di Venezia sia da sempre sinonimo di tradizione ed eleganza definendo “volgare” il look delle due modelle. In risposta, Giulia Salemi si è difesa su Instagram, dichiarando: «Sono stata invitata a posare sul red carpet per supportare il mio amico stilista (Matteo Evandro Manzini ndr) indossando una delle sue creazioni. Mi rendo conto che potremmo avere esagerato e che la passerella invece che gioiosa può essere risultata volgare, ma per molti no. Mi scuso con quelli che sono rimasti colpiti negativamente da questa passerella. E accetto tutte le critiche COSTRUTTIVE, ma questa è la mia vita». Insomma, parafrasando il grande scrittore Oscar Wilde, “bene o male purché se ne parli…” Questa volta, concedeteci la facoltà di dissentire.

R.L.

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