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La Drumduan Upper School in Scozia: ispirata al metodo di Moray Steiner, basata su un’educazione fuori dagli schemi, senza verifiche e con modalità diverse rispetto alle lezioni tradizionali, per tutti i bambini e le bambine fino alla maggiore età. Niente esami nè verifiche, tanto tempo trascorso all’aria aperta, e un apprendimento fondato sulle arti e sull’esperienza pratica.

Spazio alla creatività

Nella scuola della Swinton non vi sono gerarchie: gli insegnanti vengono chiamati per nome, la lezione sembra più un dialogo che un monologo. Tutti i ragazzi vengono coinvolti in diverse attività creative dove hanno la possibilità di mettere in pratica le loro conoscenze e nozioni direttamente nell’atto pratico. Tutti i concetti di geometria, fisica e matematica, ma anche di arte ed estetica, diventano momenti passati con i propri compagni in innumerevoli iniziative all’aperto in cui, mentre si impara, ci si diverte e si è felici.

Chissà cosa l’ha spinta a perseguire questa iniziativa. In base alla sua storia, l’attrice Tilda Swinton si dice fosse insofferente di fronte alle continue verifiche e ad un metodo di insegnamento tradizionale che non le trasmetteva nulla.

Un nuovo inizio

Il passaggio dall’Università di Cambridge, dove finalmente ha trovato insegnanti che chiedevano di esprimere la sua opinione e di seguire le proprie ispirazioni, fino al momento in cui l’attrice è diventata mamma di due bambini, ha spinto la Swinton a farsi numerosi interrogativi sull’istruzione che avrebbero avuto i suoi figli, Xavier e Honor Byrne.

Qui forse nasce l’idea di aprire la scuola che lei stessa ha sempre voluto e che non c’era finora. L’ha battezzata Drumduan Upper School.

Le parole di Tilda Swinton

Intervistata dal Guardian su questa sua originale iniziativa, l’attrice ha risposto cosi alle domande dei suoi interlocutori: «Nella mia scuola non esistono i test. Per esempio, i ragazzi imparano la scienza realizzando una canoa, o costruendo un coltello o caramellando cipolle. Sono tutti felici e molto ispirati». Prosegue cosi la Swinton: «Ognuno va alla sua velocità secondo il proprio istinto e nessuno si sente obbligato a seguire un percorso di apprendimento prestabilito».

Solo il tempo potrà dire se il “metodo Swinton” funziona, nel frattempo facciamo un in bocca al lupo a tutti i neodiplomati, in procinto di iniziare il loro nuovo cammino verso l’Università.

Gabriele Ferrieri

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