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Sui banchi di scuola come in un laboratorio di fisica. Gli esperimenti diventano virtuali e interattivi con la realtà immersiva di Scuolab.

Il progetto, targato Protom, è stato presentato presso l’ITI “Augusto Righi” di Napoli, a poche ore dall’annuncio, da parte del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, dello stanziamento di 4,3 milioni di euro per lo sviluppo di percorsi didattici innovativi.

Come funziona

Scuolab è un software che riproduce l’ambiente di un laboratorio di fisica attraverso la realtà immersiva, permettendo al singolo studente di interagire con oggetti virtuali con le stesse modalità con cui lo farebbe nel mondo reale.

Il programma è stato pensato per funzionare sia su un semplice PC che sulla LIM (lavagna interattiva multimediale), conservando le capacità sperimentali e la percezione degli aspetti osservabili e lasciando inalterate le abilità usate nelle tecniche laboratoriali manuali tradizionali.

Dalla scuola al lavoro

Scuolab nasce dall‘interazione di Protom – dal 1995 azienda leader nella formazione e tra i principali player europei nell’ambito della realtà immersiva – con professori di istituti superiori ed animatori digitali e rientra tra le iniziative messe in campo dall’azienda a sostegno di #EuFactor, la campagna dell’Unione Europea volta alla sensibilizzazione dei giovani verso lo studio della scienza, nell’ottica della creazione di nuove opportunità di lavoro e della conseguente necessità di fornire agli studenti le competenze richieste dal mercato.

«È stato calcolato che in Europa, tra il 2013 ed il 2025, il numero di posti di lavoro disponibili nel campo della scienza e dell’ingegneria si aggiri intorno ai 2 milioni e trecento mila – spiega il fondatore di Protom, Fabio De Felice – L’apprendimento delle cosiddette “discipline STEM” rappresenta un fattore imprescindibile nella crescita economica di una nazione che voglia rimanere competitiva a livello globale. Scuolab – conclude – vuole essere uno strumento per la realizzazione delle politiche ministeriali che, come afferma Stefania Giannini, puntano a massimizzare le collaborazioni tra la scuola e il mondo del lavoro».

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