SignAloud, il guanto che traduce la lingua dei segni

190
CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Si chiama SignAloud ed è in grado di tradurre istantaneamente in testo scritto o audio vocale la lingua dei segni.

Il dispositivo è stato inventato da Navid Azodi e Thomas Pryor, due studenti dell’Università di Washington, iscritti rispettivamente a economia aziendale-aerospaziale e ingegneria astronautica. Il guanto, che abbatte le barriere di comunicazione per i non udenti, si è aggiudicato il Lemelson-MIT Student Prize: un premio da 10mila dollari.

Come funziona

Grazie a speciali sensori, SignAloud è in grado di registrare i movimenti di mani e dita e di inviarli in modalità wireless ad un computer centrale. Questo analizza i dati e restituisce la traduzione del gesto nella parola o nella frase corrispondente nella lingua dei segni.

«I dispositivi di traduzione del linguaggio dei segni esistenti non sono pratici per l’uso quotidiano. Alcuni usano il video, altri utilizzano sensori che coprono tutto il braccio o il corpo dell’utilizzatore – spiegano gli inventori di SignAloud – I nostri guanti sono leggeri, compatti e abbastanza ergonomici da poter essere utilizzati come accessorio di tutti i giorni, simile a un apparecchio acustico o alle lenti a contatto».

Una vera e propria rivoluzione per i non udenti che, grazie al nuovo dispositivo, potranno parlare con chiunque senza il bisogno di ulteriori traduttori.

«L’idea inizialmente è venuta fuori dal nostro comune interesse per le invenzioni e il problem solving – ha detto Azodi – Ma siamo convinti che la comunicazione sia un diritto umano fondamentale e abbiamo deciso di renderla accessibile a un pubblico più vasto».

Carola Tangari

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn