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La risonanza e il clamore della Biennale di Venezia da poco conclusa, ancora divide i cinefili tra polemiche e discussioni, che lo sguardo e l’attenzione dei media si rivolge ad un altro evento, da pochi anni competitivo e similare al Festival lagunare.

A Roma, a partire dall’anno 2006, nasce “Cinema. La Festa Internazionale di Roma” oggi “Festa del Cinema di Roma” che propone non solo la visione e la selezione di film con registi emergenti e veterani, ma anche manifestazioni, incontri e discussioni con i protagonisti delle pellicole e con gli stessi registi e un’attenzione particolare al mercato cinematografico: all’interno di ogni sala possiamo visionare novità e compravendita di prodotti audiovisivi, proiezioni riservate e una video-library digitale per gli addetti ai lavori, incontri tra produttori, compratori e venditori, convegni e workshop sull’industria cinematografica globale.

Per facilitare alcuni finanziamenti per promuovere iniziative embrionali, sono state allestite piattaforme di scambio internazionali, le quali, come ha tenuto a precisare il presidente dell’Istituto Luce, Roberto Cicutto «negli ultimi anni hanno avuto risultati incoraggianti». Possiamo dire quindi che “a Roma il mercato, a Venezia il concorso”.

Il Festival

La manifestazione presso L’Auditorium Parco della Musica è organizzata dalla Fondazione Cinema per Roma, costituita da personaggi illustri di Roma Capitale, Regione Lazio, Provincia di Roma, Camera di commercio, Fondazione Musica per Roma. La Presidente della Fondazione Cinema è Piera Detassis, il direttore generale è Lucio Argano. Antonio Monda è il direttore artistico del Festival internazionale del film di Roma. Le sale dell’auditorium a disposizione del Festival sono cinque: sala Santa Cecilia (2.000 posti) sala Sinopoli (1.000 posti) sala Petrassi (650 posti) teatro Studio (300 posti) Studio 3 (80 posti).

L’edizione 2016

L’Evento in programma dal 13 al 23 ottobre 2016, arrivato all’undicesima edizione, è stato inaugurato con la proiezione del film Moonlight di Barry Jenkins, presentato in anteprima mondiale al “Toronto International Film Festival” e al “New York Film Festival”. Il film prescelto è una storia impegnata e profonda. Il protagonista è un ragazzo di colore, Chiron, nato in un quartiere malfamato della periferia di Miami. Il film racconta tutta la realtà di Chiron, dall’infanzia fino all’età adulta, una vita segnata dalle difficoltà e dalla necessità di sopravvivere in un ambiente duro e violento.

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In scaletta, in base al programma, successive proiezioni di registi nazionali e internazionali. Ma destano particolare curiosità alcune pellicole per il loro contenuto e la loro scenografia Hell or High Water, regia di David Mackenzie (Stati Uniti d’America) con Chris Pine, Ben Foster e Jeff Bridges; Genius, regia di Michael Grandage (Regno Unito, Stati Uniti d’America) con Colin Firth, Jude Law, Nicole Kidman, Dominic West e Guy Pearce; Train to Busan, regia di Yeon Sang-ho (Corea del Sud) regista esordiente coreano, ha ideato un film di zombie. L’esempio che ha voluto fornire al pubblico è stato quello di non focalizzare la storia in sé, ma concentrare l’attenzione su colui che la racconta e come la racconta, facendo caso a non cadere nel banale e nel ripetitivo. Ne esce un quadro omogeneo e perfettamente composto. E, ancora, La tartaruga rossa (La tortue rouge), regia di Michael Dudok de Wit (Francia, Giappone) film d’animazione del 2016, diretto da Michaël Dudok de Wit e prodotto tra gli altri dallo studio d’animazione giapponese Studio Ghibli, privo di dialoghi.

Nella sezione “Alice nella città”, Louise en hiver, regia di Jean-François Laguionie (Francia, Canada); Sing Street, regia di John Carney (Irlanda, Regno Unito, Stati Uniti d’America); Captain Fantastic, regia di Matt Ross (Stati Uniti d’America). I suddetti film hanno partecipato a Festival internazionali in Francia, Germania, Regno Unito e America, ottenendo riconoscimenti e premi.

Sono ormai anni che prosegue la discussione sulla concorrenza che i due eventi scatenano tra gli organizzatori e finanziatori. La Biennale è una “passerella” ormai storica, dove registi esordienti e passati cercano di contendersi la fama e la celebrità, i primi per emergere, i secondi per non cadere nel cassetto dei ricordi del pubblico. Il Festival del cinema di Roma è un nucleo all’interno del quale tutti i lavoratori del settore cinematografico, tecnici, gli stessi attori, i registi e la gente comune possono confrontarsi, scoprire e migliorare le proprie tecniche, progetti o strumenti attraverso uno scambio internazionale di cui il Festival è il fautore.

Gli eventi

Il calendario degli eventi è simile a quello degli anni precedenti:

Gala: Una selezione di grandi pellicole “popolari ma originali” della nuova stagione.

Cinema d’oggi: Una selezione di lungometraggi di autori sia affermati che giovani.

Mondo Genere: Una selezione di film appartenenti ai più diversi generi cinematografici.

Prospettive Italia: Una sezione che intende fare il punto sulle nuove linee di tendenza del cinema italiano.

Alice nella Città: giuria composta da ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni, selezionati su tutto il territorio nazionale.

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Esaltante e di indiscutibile gradimento l’incontro con uno dei protagonisti della rassegna “Incontri Ravvicinati”: Tom Hanks (personaggio principale anche di una retrospettiva), assoluta e indiscussa star, presente tra il pubblico insieme al quale ha dibattuto e analizzato alcune sequenze dei suoi film. Non ha mancato di ribadire più volte, la difficile situazione della politica americana attuale, mostrandosi contrariato e sconcertato in merito alla figura di Donald Trump. Ha ricordato la grande amicizia con Steven Spielberg e quella con Clint Eastwood. Per Hanks, “la vita è una sequenza interminabile di eventi in cui o si nuota o si affoga”, e fare l’attore significa “comportarsi bene, seguire le procedure ed essere in sintonia con quello che ti accade intorno”.  Al termine, l’attore statunitense, vincitore di due Oscar per Philadelphia e Forrest Gump, protagonista di film di straordinario successo come Salvate il soldato Ryan, Cast Away, Apollo 13, Il Codice da Vinci fino a Il Ponte delle Spie, ha ricevuto il Premio alla Carriera.

Presente ancora presso il Teatro Studio Gianni Borgna, dove ha mostrato uno dei suoi lavori da regista: That Thing You Do! Puntuale ha incontrato i suoi fans sul red carpet. “Incontri Ravvicinati” ha visto la presenza di un’altra star, Meryl Streep, unica attrice al mondo a essere candidata per 19 premi Oscar. Ha vinto l’Oscar come migliore attrice non protagonista per Kramer contro Kramer (1979), migliore attrice protagonista per La scelta di Sophie (1982) e per The Iron Lady (2011). Al suo attivo in quarant’anni di carriera ha una cinquantina di film, dai quali traspare tutto il suo talento. La Lady del cinema, ha parlato con il pubblico sulle ragioni che hanno indotto una donna, che da grande voleva fare la cantante, a intraprendere la carriera di attrice.

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Toccante l’omaggio a Andrzej Wajda, regista e sceneggiatore polacco che si è spento in un ospedale di Varsavia il 10 ottobre, considerato uno dei principali esponenti della scuola polacca di cinema. Vincitore della Palma d’oro al Festival del cinema di Cannes nel 1981 con il film L’uomo di ferro, Wajda è stato 4 volte candidato all’Oscar come miglior film straniero. La Festa del cinema, lo ha ricordato con la proiezione dell’anteprima europea della sua ultima opera, Powidoki (Afterimage), proiettata venerdì 14 alle ore 19 presso il Teatro Studio Gianni Borgna dell’Auditorium Parco della Musica.

Il 23 ottobre all’Auditorium, l’immancabile e onnipresente Roberto Benigni, recentemente insignito del Premio Comunicazione al Festival della Comunicazione di Camogli. Gag, battute e monologhi con la sua inconfondibile voce e la sua dialettica multiforme.

Sfilano, ancora, celebrità più o meno note: Renzo Arbore, Bernardo Bertolucci, Lorenzo Jovanotti Cherubini, Paolo Conte, Don De Lillo, Gilbert & George, Daniel Libeskind, David Mamet, Viggo Mortensen, Oliver Stone.

Non mancano i tributi a Michael Cimino, Luigi Comencini, Gregory Peck, Gillo Pontecorvo, Alberto Sordi, Gian Luigi Rondi, Fritz Lang, Citto Maselli e Dino Risi.

In calendario, anche eventi speciali come l’incontro con Ralph Fiennes, Juliette Binoche e Kristin Scott-Thomas che hanno presentato Il Paziente Inglese, e il film-concerto su Michael Bublé. Michael Bublè, canadese, vincitore di quattro Grammy, che il 14 ottobre ha presentato il suo primo film-concerto intitolato Michael Bublè – Tour Stop 148. L’artista, con questo tributo, ha voluto ringraziare e condividere con i suoi fans, le fatiche, i concerti, gli spostamenti di città in città ma anche immagini in backstage delle numerose persone che lavorano con lui, le loro storie e i loro sacrifici. La pellicola arriverà nelle sale cinematografiche italiane il 25 e il 26 ottobre, conterrà anche esibizioni di Bublè dal suo ultimo To Be Loved Tour che si concluse con 173 spettacoli in 39 paesi e fu visto da oltre due milioni di fan.

La musica protagonista alla Kermesse

Da Paolo Conte a Jovanotti a Elio e le storie tese. Jovanotti, eterno ragazzino, si è presentato al Festival, accompagnato dalla moglie, e alla Sala Sinopoli ha dichiarato subito: “Non sono un cinefilo, ma un ragazzo cresciuto guardando cinema”. Accolto dal direttore Antonio Monda, Lorenzo non ha deluso i fan. Con un Chiodo di pelle multicolore e barba, ha raccontato sul palco le sequenze che hanno segnato la storia della sua carriera.

Paolo Conte ha conversato su jazz e cinema, Elio e le storie tese hanno presentato il docufilm Ritmo sbilenco di cui sono protagonisti: un filmino, realizzato da un gruppo di studenti di OffiCine

Attualità e politica…

Argomenti attuali e mondiali sono stati i veri protagonisti dei film selezionati; in risalto la politica americana, il grave problema di integrazione razziale, non dimenticando tributi e analisi alla recente catastrofe avvenuta nel Centro Italia. Il terremoto che ha cancellato in una notte intere città e seppellito migliaia di persone. La Festa devolverà gli incassi della proiezione di un film sul terremoto in Emilia, ma contribuisce anche al progetto “Io ci sono” per costruire un cineteatro ad Amatrice.

…Ma non solo

Per la gioia dei ragazzi, ma anche di noi adulti, diverse anticipazioni sono state annunciate nel ”fan event” legate ad “Animali Fantastici e dove trovarli”, il nuovo film tratto dal libro di J.K. Rowling che racconta il mondo della magia prima dell’arrivo di Harry Potter, il suo personaggio più famoso. L’uscita del film diretto da David Yates è naturalmente attesissima, fan della scrittrice e della saga del maghetto non vedono l’ora di fare ritorno a quell’atmosfera unica che la Rowling è riuscita a creare con la saga di Harry Potter.

In giro per la città

La grande novità per La Festa del Cinema è il suo carattere itinerante. La festa non si svolgerà solo all’Auditorium Parco della Musica: la kermesse renderà partecipe l’intera città; I cinema Farnese, Moderno, Broadway hanno fatto da cornice di eventi e anteprime; il red carpet a Via Condotti e la proiezione di “Vacanze Romane” a Trinità dei Monti con la partecipazione dei figli di Gregory Peck.
“Lo spirito guida resta il coinvolgimento e la formazione del pubblico” questo è l’imperativo da abbracciare e sviluppare per il Presidente della Fondazione Cinema per Roma.
L’invitante e interessante programma, la presenza di personaggi di fama mondiali e la inappuntabile organizzazione della Festa del Cinema, hanno fatto registrare quest’anno, dopo il primo weekend di prevendite, un eccellente risultato al botteghino: sono stati, infatti, acquistati circa 12.500 biglietti con un incremento dell’11% rispetto al dato dello scorso anno.

Il bilancio

Nonostante i numeri incoraggianti nei primi giorni della manifestazione, non sono mancate lamentele e disappunto circa la vendita dei biglietti e la presenza sul red carpet di persone pressoché sconosciute. Politici, giornalisti, attori, imprenditori e banchieri, sfilano pomposi e signorili sul tappeto rosso della Festa del Cinema di Roma 2016, giovani nottambuli dell’alta società che non mancano alcuna kermesse importante per esaltare il loro ego e divi (o presunti tali) che godono di un attimo di fama, attraversando il breve tratto delle celebrità.

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A questo si aggiunge il capitolo biglietti, la maggior parte dei quali “regalati” ai soliti noti della Roma bene e della politica. Invitati, naturalmente, il capo dello Stato, Sergio Mattarella, il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini e il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan. Ma anche diversi esponenti minori della politica locale e due ex sindaci della Capitale: Francesco Rutelli e Walter Veltroni. Ospiti d’onore, va bene. Ma non sono rimaste tante briciole per terra, per i comuni mortali, per la gente capitolina, per i ragazzi giunti da ogni parte d’Italia. Deluse le aspettative di coloro che con tanta speranza, premevano per assistere allo spettacolo della serata inaugurale o vedere da vicino i loro beniamini per la prima volta. Esauriti i biglietti, non è rimasto che attendere fuori per ore, sperando almeno di fare una foto o ricevere un autografo da celebrità dello star system.

R.L.

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