CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

C’era una volta un ragazzo con un grande sogno da realizzare: diventare un cantante professionista e di successo. Quel ragazzo, arrivato in punta di piedi da Catania, classe 1971, è riuscito a coronare quel desiderio dimostrando, con la sua voce inconfondibile, influenzato e attirato dal soul, jazz, pop, funky, raggae di artisti del calibro di Frank Sinatra, Al Jarreau, Isaac Hayes, Ray Charles, Barry White e le più belle voci black di sempre come i “Crooner” americani, i quali oltre a cantare, con la loro presenza scenica, intrattenevano e accendevano il pubblico, di meritare l’appellativo che ormai il mondo della musica internazionale ha definito: “il bianco con la voce da nero”.

Di padre musicista, (cantante anche lui dal quale prende il cognome d’arte), Mario Ranno, all’origine, esordisce da giovanissimo, perfezionando ed esaltando le sue naturali doti canore, con un timbro di voce calda, sensuale e insolitamente profonda. Si rende conto che cantare esclusivamente in italiano poteva essere limitante per una persona come lui che, dopo anni di dura gavetta, voleva finalmente emergere.

Il successo non tarda a bussare alla porta e tutti i sacrifici sono ampiamenti ripagati: al concerto di Ray Charles si trova come “apripista” e in quell’occasione il grande artista non manca di fargli i complimenti per il suo naturale talento. Dopo qualche anno, siamo nel 2004, con il singolo “This Is What You Are” è definitivamente consacrato come un artista completo e di successo.

Le prime volte che le radio mandavano in onda brani di Mario Biondi, era plausibile confonderlo con il leggendario Barry White o artisti del suo timbro vocale: succede spesso a chi ascolta per la prima volta questa voce calda e profonda, di scambiarla facilmente per quella dell’artista afro-americano. Ma poi incuriositi e piacevolmente sorpresi, lo conosciamo meglio quando si presenta ai concerti con la sua stazza robusta, con i suoi occhiali multiformi, il gusto per il look sempre ricercato e particolare e le sue inconfondibili sonorità, voce calda ed intensa, che ti riportano immediatamente al ricordo di musicalità quasi perdute o dimenticate di sound prettamente vintage, ma con un pizzico di pop in chiave più moderna, ed allora ti rendi conto che il ragazzo catanese ha giustamente meritato di diventare Mario Biondi, senza però dimenticare, le sue origini.

Il suo album d’esordio (2006) “Handful Of Souls” gli varrà il disco di Platino; dopo un anno incide “I Love You More”, ma l’anno 2000 sarà quello della sua definitiva affermazione con l’album “If” al quale collaborano artisti di fama internazionale; la sua voce valica i confini italiani per travolgere tutta l’Europa. I successivi album “Sun”, (in collaborazione con Chaka Khan, Jan Kincaid, Massimo Greco, e Simon Hale) prodotto in due anni tra Milano, New York, Londra e Los Angeles, e “Beyond” confermano i pronostici di critica e pubblico; non smentisce la sonorità, i brani, la musica e l’intensità con cui Biondi riesce a trasmettere emozioni e passione per la sua professione.

Nel 2007 e nel 2009 appare a Sanremo come ospite d’onore per duettare con Amalia Gré e la nuova proposta Karima Ammar, senza dimenticare l’album natalizio (2015) “Mario Christmas”. Nuova esperienza stimolante e divertente, lo coinvolge nel 2008 e lo rende partecipe del remake del film d’animazione “Gli Aristogatti”, con le due colonne sonore e successivamente si trasforma in doppiatore nel film “Rapunzel” nella parte di Uncino.

Cosa manca ad un artista come Mario Biondi?

Dopo successi, fama, popolarità e unicità nel suo genere, il soulman siciliano annuncia che il 18 novembre verrà pubblicato il suo primo Greatest Hits dal titolo “Best Of Soul”. Dieci anni di successi, dieci anni di ricordi, e il crooner catanese aggiunge sette brani inediti ai ventidue pezzi raccolti.

Sin dai primi arrangiamenti ritroviamo motivi e tributi significativi e importanti per Biondi come “Gratitude” (un ringraziamento a quanti hanno creduto in lui e lo hanno sostenuto durante i 10 anni di carriera, primo fra tutti Renato Zero), “Do You Feel Like I Feel” scritta da Nicola Conte, celebre artista jazz italiano, “I will never stop loving you” con assonanze brasilian-jazz, “Stay with me” (non poteva mancare il tributo a Barry White), “Chilly Girl”,“You are my Queen”, “Never Stop Dreaming”.

Dal 6 marzo 2017 l’artista partirà in tour, esibendosi nei più importanti teatri italiani poiché, come lui stesso afferma, “i miei live sono cabaret, trasmetto simpatia, buon umore e un pizzico di stupidità, ma non riesco ad essere diverso da come sono e il pubblico lo percepisce e si diverte”. Essendo un artista di fama internazionale si esibirà anche in Europa e Asia toccando le città di Londra, Vienna, Amburgo, Zurigo, Amsterdam, Baku, Mosca, Bruxelles e Parigi.

Queste le date del tour italiano 2017

6 marzo GENOVA TEATRO CARLO FELICE
8 marzo MILANO TEATRO DEGLI ARCIMBOLDI
11 marzo CREMONA TEATRO PONCHIELLI
13 marzo BOLOGNA EUROPAUDITORIUM
14 marzo TORINO AUDITORIUM DEL LINGOTTO
16 marzo FIRENZE OBIHALL
17 marzo VARESE TEATRO DI VARESE
19 marzo UDINE NUOVO G. DA UDINE
20 marzo TRIESTE TEATRO ROSSETTI
23 marzo BRESCIA TEATRO PALA BANCO
28 marzo TRENTO AUDITORIUM SANTA CHIARA
30 marzo PADOVA GRAN TEATRO GEOX
31 marzo BERGAMO TEATRO CREBERG
18 aprile CATANIA TEATRO METROPOLITAN
20 aprile BARI TEATRO TEAM
22 aprile NAPOLI TEATRO AUGUSTEO
24 aprile ROMA PARCO DELLA MUSICA

I biglietti del “Best Of Soul Tour” sono già disponibili in prevendita.
La fine dell’anno lo vedrà protagonista a Milano insieme ad Annalisa; per dare l’addio al 2016, gli artisti duetteranno a Piazza del Duomo; ovviamente come accade già da qualche anno, i concerti per dare l’addio al vecchio anno e il benvenuto al nuovo, sono gratuiti. Durante l’evento, promosso e organizzato dal Comune di Milano insieme a “F&P Group”, verrà offerto un momento divertente e di unione alle persone radunate in piazza.
C’è un detto siciliano che recita, “chi esce, riesce”.
Lui c’è riuscito.

R.L.

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn