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Sentiremo parlare sempre più spesso di biostampa come della tecnologia in grado di rivoluzionare totalmente la medicina del futuro, e l’azienda americana Aether è chiaramente intenzionata a scrivere una parte importante di questa storia con la sua biostampante pronta a conquistare i centri di ricerca già da quest’anno.

La biologia  è il nuovo digitale

Siamo abituati a pensare in termini di dispositivi hardware controllati attraverso il loro software, realizzato a sua volta da specifici programmatori. Questa visione, tuttavia, non è destinata a rimanere confinata solo a circuiti di silicio e robot. Con l’avanzare degli studi di biologia molecolare e genetica, ci siamo resi conto che l’unità fondamentale della vita, la cellula, funziona in un modo del tutto simile. Intesa come hardware molecolare, ogni cellula infatti è gestita da un corredo di istruzioni codificato nel suo DNA, il software della vita.

Oggi, questo codice è possibile modificarlo, arricchirlo, adattarlo alle nostre necessità trasformando la materia vivente in una piattaforma di progettazione da cui presto emergeranno prodotti, tecnologie, applicazioni esattamente come faccia per i dispositivi artificiali. All’interno della rivoluzione bio, la biostampa si sta conquistando un posto di riguardo per il suo impatto sempre più concretamente disruptive in numerosi campi.

Verso un futuro con organi vivi stampati in 3D

La biostampa altro non è che l’estensione della stampa 3D al campo biologico. Il materiale estruso diventa un gel biocompatibile contenente cellule viventi, mentre il prodotto finale non è più un oggetto statico, ma letteralmente vivo, in grado di crescere e cambiare nel tempo. Si parla di tessuti biostampati, e in futuro persino interi organi funzionanti.

Tra le aziende al lavoro per rendere la biostampa una realtà concreta, Aether ha tutta l’intenzione di imporsi sulla scena internazionale. Basta visitare la home page del relativo sito per imbattersi subito in due parole che non lasciano alcun dubbio: MakeHistory.

Startup di San Francisco, ha sviluppato una biostampante, Aether 1, che a dire degli sviluppatori sarà in grado di migliorare questa tecnologia rispetto a competitor già attivi quali Organovo. Dal costo di 9000 dollari (più accessibile della concorrenza), da settembre è disponibile nel programma di beta testing.

La biostampantesi basa su una soluzione in attesa di essere definitivamente brevettata, formata da 2 estrusori di filamento FDM, 8 estrusori in forma di siringa e 14 estrusori droplet jet (per il rilascio di componenti liquide sottoforma di microgocce). Il tutto viene gestito da un potente software che ne assicura funzioni quali la calibrazione automatica della pressione e l’autolivellamente del piano, oltre ad un microscopio integrato e all’elaborazione digitale delle immagini definita Machine Vision.

Una medicina senza più (o quasi) sperimentazione animale

L’obiettivo di Aether però non è presentare la sua biostampante solo come prodotto disponibile sul mercato, ma prima di tutto offrirlo come strumento di ricerca in ambito accademico, puntando ad una nicchia tanto ristretta quanto specialistica come quella dei laboratori di ricerca di medicina e biologia. Tra i primi il Center of CancerNanotechnologyExcellence di Stanford.

Appena dotato di una prima batteria di biostampanti, i ricercatori potranno iniziare un percorso di simulazione digitale (in silico) di cellule, tessuti e organi virtuali. Sviluppando dei modelli sempre più vicini alla realtà, sarà possibile prevedere con errore sempre minore il comportamento del nostro organismo quando sottoposto a trattamento con specifici farmaci e terapie.  Dai modelli deriveranno vere e proprio biostampe con cellule vive, che andranno a riprodurre i nostri reali elementi anatomici.

Un percorso simile potrebbe rivoluzionare completamente il nostro approccio farmacologico. Testare un farmaco significa oggi investire milioni di dollari in studi lunghi decenni, anche a causa degli esperimenti sugli animali, una triste ma attuale necessità. Poterlo fare sfruttando la biostampa significherebbe ridurre, se non cancellare, gli studi sugli animali. Una vittoria etica del progresso unica. Allo stesso tempo si ridurrebbero tempi e costi, velocizzando la prototipazione di nuove soluzioni, sviluppate con cellule umane e quindi dal comportamento ancor più similare a quello del nostro organismo. Terapie quindi più rapide, sicure ed economiche. Ed una medicina libera di sperimentare senza compromessi etici.

Valentino Megale

 

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