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Chi si siede è perduto: un motto questo (adattato) oggi di particolare rilevanza anche nella scuola. Ricordate i ‘bei tempi’? Uno – nei modi più diversi e spesso anche dopo lunghi anni di sofferenza a causa dell’insicurezza della condizione professionale – riusciva a essere immesso in ruolo nella scuola: festa grande per il raggiungimento per molti dell’obiettivo di una vita, che garantiva sicurezza finanziaria (se pur modesta) e psicologica, soprattutto in relazione alla vita di famiglia. Sorgeva però non raramente una tentazione, raggiunta la meta agognata: quella di ‘sedersi’, accontentandosi del sapere acquisito. Sì…ogni tanto qualche corso di formazione o di aggiornamento, ritenuti sostanzialmente un noioso pedaggio da pagare. Per il resto subentrava una sorta di compiaciuta “soddisfazione” didattica e niente più.

Oggi quei tempi non ci sono più. La società è mutata e di molto: si vive generalmente in un modo diverso rispetto anche solo a vent’anni fa. Sono mutate le priorità e sono mutati gli strumenti: la società si è fatta più ‘fluida’, si sono indebolite tante certezze consolidate, allentati i legami in molte famiglie, attenuata la coscienza della propria identità anche a volte per l’ignoranza indotta delle proprie radici. Nel contempo le nuove tecnologie hanno spesso mandato in soffitta i vecchi strumenti di conoscenza. Ci confrontiamo ormai con una società che offre tante nuove opportunità grazie al ‘computer’ (per condensare in una sola parola le novità di approccio tecnico), ma sostanzialmente più fragile.

Anche la scuola è chiamata ad essere al passo con i tempi e per catturare l’attenzione dei ragazzi è necessario “essere calzanti” rispetto ai loro bisogni, calando l’intervento didattico in modo più congruente alla società in divenire. Ci domandiamo: la scuola è riuscita a tenere il passo dei cambiamenti tecnologici ma anche antropologici, popolata come è oggi di figli della nuova era, di nativi digitali quasi totalmente slegati dal sapere tradizionale? E  di docenti in buona parte ancora vincolati pedagogicamente all’ ‘Antico’ e dunque pervasi dal grande disagio di non riuscire a comunicare veramente con tanti dei loro studenti? La risposta è facilmente constatabile nella quotidianità: la scuola nel migliore dei casi regge con fatica il grande cambiamento sociale registrato in questi ultimi anni.

E’ allora non solo opportuno, ma assolutamente necessario che si perfezioni quanto contenuto nella Legge 107/2015, detta della ‘Buona scuola’, che introduce per tutti i docenti di ruolo assunti a tempo indeterminato l’obbligo della formazione continua, strumento con cui si vuole che gli insegnanti imparino a conoscere in maniera approfondita le nuove opportunità fornite dalla tecnologia e le utilizzino per rendere più incisiva e interessante, inserita come sarà nella carne viva della società in mutamento, la loro didattica. Non solo: l’articolo 1, comma 121 della Legge citata, offre a tale scopo una possibilità inedita. Lo leggiamo: “Al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita […] la Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado”. La Carta, dell’importo nominale di 500 euro per ogni anno scolastico, può essere utilizzata per tutta una serie di attività formative e di aggiornamento. Ne ripetiamo alcune: l’acquisto di libri e di testi, di pubblicazioni e riviste utili allo scopo; l’acquisto di hardware e software; l’iscrizione a corsi di aggiornamento e qualificazione delle competenze professionali e anche a corsi di laurea e master universitari, sempre inerenti al profilo professionale. Inoltre, fondamentale, la partecipazione a iniziative individuate nell’ambito del piano dell’offerta formativa triennale delle Istituzioni Scolastiche e del Piano nazionale di formazione di cui al comma 124 della Legge citata, ormai divenuto realtà con la presentazione effettuata dal MIUR il 3 ottobre a Roma del Piano per la formazione docenti 2016 – 2019.

Paola Senesi – Dirigente Scolastico I.I.S. Giosuè Carducci Roma

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