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Ultimamente stiamo assistendo ad un fenomeno curioso nelle nostre scuole: si fa un gran parlare di Reti e del loro utilizzo per acchiappare meglio… i ragazzi! Ma non si tratta di una vocazione da pescatori: le scuole cercano di migliorarsi, di essere più veloci, di funzionare meglio per far crescere meglio i propri allievi e allora si mettono in rete tra loro.

Mettersi in rete significa lavorare insieme, fare progetti comuni per non isolarsi e non rimanere da soli. Le cose da fare sono tante e sempre più difficili. Ogni scuola fa molta fatica a organizzarsi bene e a offrire un ambiente di sviluppo giusto per i giovani di oggi con le loro esigenze che aumentano e sono in continuo mutamento.

Mettersi insieme, fare gruppo, aiutarsi a vicenda: è qualcosa che funziona per le persone, per i ragazzi, per chiunque e quindi anche per le nostre scuole in difficoltà. Quando l’hanno capito e hanno cominciato a muoversi in questo modo le scuole hanno scoperto che si possono avere dei risultati migliori. Purtroppo non tutti sono disponibili e ci sono sempre quelli che restano indietro e non vogliono partecipare, vogliono fare da soli, non si fidano a fare le cose insieme agli altri. Così ci sono scuole che non si voglio mettere in rete con le altre e preferiscono affrontare i problemi contando solo sulle proprie forze. Magari sono anche buone scuole e fanno ottime cose ma non si accorgono che rimanendo isolate e senza rapporti con le altre si impoveriscono e piano piano sono destinate a funzionare peggio.

Queste scuole, però, sono sempre migliori di quelle dove si è capaci solo di lamentarsi e dove di fronte ai problemi si dà sempre la colpa agli altri. Gli studenti, i genitori, il Preside, Il Ministero… c’è sempre qualcuno che ci ostacola o non si comporta come dovrebbe. In queste scuole prevale il pessimismo e alla fine ci si riduce a fare le cose in modo svogliato, superficiale convinti che non valga la pena di impegnarsi e consumare energie perché tanto tutto è inutile.

Al contrario invece, nelle scuole che credono di poter cambiare in meglio e di riuscire a fare bene i problemi si affrontano. Non si nascondono le difficoltà, si riconoscono i limiti e anche le scorrettezze che qualcuno commette, se ce ne sono, ma non si lascia che questo fermi la spinta a crescere e a migliorare. Le difficoltà si gestiscono, per esempio, proprio mettendosi in rete con altre scuole e provando a mettere in comune le esperienze migliori, i metodi che funzionano, gli esempi di successo. Questa mentalità aperta libera più risorse, attiva le energie e consente di ottenere risultati che non si credeva di poter raggiungere. Ci si ritrova più forti e più capaci, perché si è creduto alla possibilità di fare invece che convincersi di non essere in grado di cambiare nulla.

Le cose non sono facili, nulla accade gratis, ma la convinzione nei propri mezzi è la condizione iniziale per incamminarsi sulla via del possibile successo. Le scuole in cui prevale questo atteggiamento positivo rispetto alla vita sono quelle che cercano di insegnare ai propri allievi a fare altrettanto e sono le stesse che in questo periodo stanno appunto mettendosi in rete per crescere e raggiungere traguardi insieme.

Stefano Sancandi – Dirigente Scolastico I.C. Orsa Maggiore

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