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Negli ultimi anni sta crescendo il numero di aziende, e ancor di più di start up, che si impegnano a favorire l’inclusione sociale di persone svantaggiate o con un passato di fragilità.

Un esempio virtuoso, nonché unica realtà italiana a vincere l’European Social Innovation competition, è la cooperativa sociale “Progetto QUID, un’impresa al femminile che dal 2012 offre un lavoro e un’opportunità di reinserimento alle donne in difficoltà.

Come si svolge concretamente il lavoro di Progetto QUID? E’ semplice! Recuperando stoffe di scarto e materiali di fine serie da aziende del comparto tessile, la cooperativa realizza modelli unici,cuciti a mano ed in edizione limitata, attraverso il lavoro di donne svantaggiate, vittime di violenza, ex detenute ed invalide.

Ciò che rende unico “Progetto QUID” è il «fare innovazione sociale puntando sull’interazione tra profit e no profit, requisito chiave sia per rimanere sul mercato che per continuare a crescere». Queste le parole del Presidente della cooperativa, Anna Fiscale, la quale spiega che dalla fondazione ad oggi sono riusciti a moltiplicare il loro fatturato, aprendo numerosi punti vendita e riuscendo a realizzare collaborazioni con importanti aziende che gli hanno commissionato linee di prodotto etico in quantità consistenti.

Progetto QUID nasce, dunque, dalla volontà di sperimentare il reinserimento lavorativo di donne in difficoltà attraverso il loro impiego in attività produttive che rispondono alle logiche del mercato e che allo stesso tempo stimolano una partecipazione attiva alla bellezza e alla creatività.

Siamo dinanzi ad un approccio al problema dell’emarginazione sociale che è in grado di offrire quel qualcosa in più alla comunità, al cliente e ai marchi partner. Questo valore aggiunto è universale ed unisce – proprio come la molletta del logo – valori di mercato e valori sociali.

Barbara Massacci

 

 

 

 

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