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La “Piccola Borghesia” descritta nella maniera tipicamente “napulitana”. Dal 18 gennaio al 5 febbraio al Teatro Sistina di Roma e dal 24 al 26 marzo al Teatro Alfieri di Torino, tornano la comicità, l’ironia e la simpatia di Vincenzo Salemme. Si presenta sul palco, con la sua teatralità partenopea che piace e non delude mai coloro che trovano nelle sue opere echi e ricordi del vecchio teatro di Eduardo De Filippo, il realismo con cui descrive i protagonisti e la trama incentrata e avvolta nel carattere e nella personalità di ogni singolo personaggio. Al Teatro Sistina, l’attore mette in scena “Una festa esagerata”, di cui è autore, regista e interprete. La commedia racconta il lato oscuro e ironico dell’animo umano in maniera grottesca e divertente, di una stretta cerchia di individui che oggi sono definiti “piccola borghesia”.

Dietro un velo di perbenismo, educazione e sorrisi, si celano comportamenti colmi di ipocrisia e bigottismo. Commenta Salemme: “Volevo parlare delle cosiddette persone normali, coloro che vivono le relazioni sociali usando il codice dell’ipocrisia come unica strada per la sopravvivenza. Sopravvivenza alle “chiacchiere”, alle “voci”, ai sussurri pettegoli e sospettosi dei vicini. E sì, perché io vedo la nostra enorme piccola borghesia come un grande condominio, fatto di vicini che si prestano lo zucchero, il termometro e si scambiano i saluti ma che, al contempo, sono pronti a tradirsi, abbandonarsi e, in qualche caso estremo, anche a condannarsi a vicenda”.

La Storia, il Cast…

La commedia narra di una famiglia borghese di oggi, composta da padre, madre e figlia, coinvolta nell’organizzazione del debutto in società della giovane Mirea. Ovviamente, non potrebbe esserci nulla di più semplice se non fosse che il padre, Gennaro Parascandalo (Vincenzo Salemme), uomo dai saldi valori morali, presuntuoso, carismatico e amante del teatro, deve confrontarsi con la moglie (Teresa Del Vecchio) “affamata” di popolarità e disposta a tutto pur di incassare soldi e fare la vita da “borghese milanese” scendendo a compromessi con la politica locale.

Il Cast di cui si avvale Vincenzo Salemme é brioso, competente e brillante; costituisce un valido supporto per l’interpretazione dei valori che l’attore vuole trasmettere al pubblico: una riflessione che non vuole lasciare solo risate allo spettatore, ma anche una considerazione sulla vita moderna e su quanto l’uomo sia sempre più pronto a sacrificare i propri valori per cedere alle tentazioni della ricchezza e dei beni terreni. Mirea Flavia Stellato (la figlia), Antonio Guerriero (il portiere del palazzo), Nicola Acunzo (il prete), Antonella Cioli (una vecchia fiamma del protagonista) intrattengono per circa due ore il pubblico rendendo lo spettacolo sobrio e divertente per tutto il primo tempo, più riflessivo e ironico nel secondo tempo.

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