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Descrivere un mito, una leggenda, un’icona del rock è un’impresa ardua, se poi parliamo della più grande band rock americana, ogni parola spesa è inconcepibile e inutile. Gli Aerosmith si descrivono da soli, senza commentare o criticare il loro modo di presentarsi al mondo. Applicano la loro personale filosofia di vita da oltre quarantacinque anni, mostrando la loro musica, essenzialmente rock, che ha fatto la storia di questo genere musicale e non solo.

L’avventura inizia nel 1970 a Boston, quando Steve Tyler (allora Steven Victor Tallarico), ragazzo fortemente controverso e scostante, figlio di emigranti calabresi, decide di formare una band con Ray Tabano, aumentando in seguito il numero di musicisti con Joe Perry, Joey Kramer e Tom Hamilton grazie al quale la nuova band si chiamerà Aerosmith. Nel 1971 Ray Tabano lascia il gruppo e viene sostituito da Brad Whitford. Dopo una tiepida recensione, finalmente nel 1975 esplode il fenomeno Aerosmith, che porterà la band ad avere i primi successi e le prime richieste di concerti. Famose “Walk This Way” e “Last Child”. Dopo un periodo di contrasti interni e una crescente crisi discografica, tornano sulla cresta dell’onda nel 1984, rientrando nelle classifiche dopo sei anni, unendosi ai rapper “Run DMC” per eseguire insieme un remake di “Walk This Way”. Nel 1987 con l’album “Permanent Vacation”, il gruppo scala le classifiche mondiali aggiudicandosi premi e il primo MTV Music Awards. Il successo per la band continua ad aumentare, portando gli Aerosmith alle vette delle classifiche e incoronandoli definitivamente icone del Rock. Nel 1998, registrano la colonna sonora del famoso film “Armageddon” con Bruce Willis e Liv Tyler (figlia di Steven nata nel 1977). Bisogna aspettare l’anno 2002 per ascoltare la prima antologia delle migliori canzoni degli Aerosmith, con gli inediti “Girls Of Summer” e “Lay It Down”, prodotta per festeggiare i trent’anni di incisioni con Columbia Records.

Camaleontici fisicamente e artisticamente, sono riusciti, partendo da sonorità aggressive, fortemente ispirate alla tendenza rock, a conciliare motivi pop, rock-blues e hard-rock elettric, dance e funky, melody, intuendo e stando al passo con i diversi generi rivoluzionari. Inseriti nella Rock & Roll Hall of Fame, hanno venduto oltre cento milioni di album in tutto il mondo, ottenendo tutti i riconoscimenti mondiali dedicati agli artisti musicali (quattro Grammy Awards, otto American Music Awards, sei Billboard Awards, e 12 MTV Awards).

Quando una band, nell’arco di una carriera ultratrentennale, riesce a rimanere all’apice del successo, ad ottenere riconoscimenti da pubblico e critica di tutto il mondo, a reinventarsi nel corso del tempo, a fare della propria vita un eccesso voluto, tanto da far meritare a Tyler e Perry il soprannome “Toxic Twins” (gemelli tossici), a pubblicare ventiquattro album di successo, allora c’è una sola parola con la quale si può definire questo gruppo: “IL MITO”.

Nonostante si siano succedute generazioni da quando gli Aerosmith hanno iniziato la carriera musicale ad oggi, ci fa piacere ascoltare vecchi successi come: “Don’t Want To Miss A Thing” (1998); “Crazy” (1993); “Amazing” (1993); “Cryin” (1993);”What Could Have Been Love”(2012); “Pink”(1997); “Falling In Love”(1997); “Love In A Elevator”(1989); “Angel”(1987); “Janie’s Got A Gun”(1989). Per non parlare dei post su Social come “You Tube” e  “Twitter”. Milioni di fan ogni giorno scaricano ed ascoltano la loro musica e guardano i video legati alle canzoni quasi rapiti, fin dalle prime note, dell’attualità di immagini, effetti scenografici e coreografia.

Steven Tyler, Joe Perry, Joey Kramer, Tom Hamilton e Brad Whitford, insieme da sempre hanno programmato un tour europeo di dimensioni fantascientifiche, che già promette essere l’evento più atteso del 2017. Oggi ultracinquantenni, conservano la vitalità e l’energia degli albori, tanto da farli esibire nuovamente in pubblico. Gli Aerosmith hanno appena terminato una serie di concerti sold-out in Sud America, toccando Cile, Argentina, Colombia, Bolivia, Brasile, Perù e Messico. Il loro ritorno in Europa è attesissimo da tutti. Il nuovo tour toccherà anche alcuni dei più grandi Festival europei, tra cui “Sweden Rock”, il francese “Hellfest” e il leggendario “Download Festival” di Donington, UK.

Si esibiranno a Firenze, unica data italiana, il 23 giugno 2017, nella prima edizione di “Firenze Rocks”, alla Visarno-Arena, ippodromo del Visarno nel capoluogo toscano. Non si esibivano in Italia dal 2014 a Milano. Ma il titolo del Tour non lascia speranze agli innumerevoli fan, che hanno iniziato la spasmodica caccia ai biglietti per partecipare a quello che sarà il tour del congedo. Sono presi letteralmente d’assalto i botteghini per la prevendita dei biglietti, i siti internet preposti per il concerto sono invasi dalle migliaia di richieste che riescono a malapena a contenere, e dopo appena pochi giorni dall’apertura della prevendita, i biglietti sono quasi esauriti. “Aero-Vederci Baby” sarà l’epilogo di una lunga storia fantastica che milioni di appassionati e di fans degli Aerosmith, hanno seguito da sempre.

Famosi i foulards di Steve Tyler legati al microfono, la sua personale misoginia esibita spudoratamente in tutti i concerti, il carisma e la voglia di stupire insita del gruppo, i movimenti, le espressioni dei singoli componenti della band, ogni cosa verrà registrata e ricordata per non far dimenticare l’immagine leggendaria di questa “pietra miliare” della musica. La notizia dell’addio alle scene è stata confermata dallo stesso Steve Tyler (sessantotto anni) telefonando al famoso programma televisivo statunitense “The Howard Stern Show”, come afferma il conduttore Stern, ma proseguendo e lasciando intendere che “probabilmente si andrà avanti per sempre” citando il gruppo dei “Kiss” che hanno eseguito ben diciannove concerti d’addio. Quindi una flebile illusione che ha incoraggiato a non perdere la speranza.

Paragonati, dai blasfemi, ai “Rolling Stone”, hanno in comune solo l’essere i vecchi dinosauri del Rock ed avere ancora la resistenza e il vigore dei giovani. Per il resto, nonostante la somiglianza e le numerose plastiche facciali dei leader di entrambi i gruppi, viaggiano indipendenti l’uno dall’altro.

Per un effetto domino, Mick Jagger, classe 1943, ha annunciato quattro show con i suoi Rolling Stone (non sono previste date italiane); Van Morrison (sessantasette anni) ha inciso l’album “Born To Sing”; Bruce Springsteen; Pink Floyd; Duran Duran; Bon Jovi. Insomma le grandi rockstar non hanno nessuna intenzione di andare in pensione!

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