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Il docu-film che Napoli dedica “al figlio” dei suoi quartieri.

Pino Daniele, la sua voce, la sua musica, le sue parole, che hanno accompagnato epoche passate e cresciuto migliaia di persone, che nella sua sonorità e nei suoi racconti, si sono riflesse. Ma più di tutto Napoli, la città partenopea sempre presente e cara all’artista, questa città, tanto bella quanto controversa, a cui il cantautore ha dato voce. Attraverso le sue note, parlano gli abitanti, si descrivono i momenti di gloria e quelli sfortunati, ma per lui… Napoli è sempre Napoli, e questo Lei lo sa.

Pino Daniele non è morto, nonostante siano passati due anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 4 gennaio 2015, è sempre presente nei cuori dei vicoli, dei quartieri, dell’intera città, mobilitata per tenere ancora presente e indelebile il ricordo di un grande uomo, che con una voce e una chitarra è riuscito a descrivere i lati più romantici e, a volte controversi, dei suoi concittadini.

Album di successo, evocativi, scritti per suscitare emozioni e ricordi ma soprattutto una testimonianza, un omaggio, un “grazie” dell’artista a quella città che gli ha regalato momenti belli e brutti, che l’ha cresciuto e seguito sempre per tutta la sua carriera musicale. Sin dagli esordi a 15 anni, armato solo della sua chitarra, suonata da autodidatta, l’obiettivo del cantautore è stato quello di fondere la sua musica con l’arte del Rock e del Blues, creando così un nuovo modo di fare musica da alcuni denominato “sound napoletano”, genere musicale fino a quel momento sconosciuto, anche perché la musica tradizionale napoletana era ancora legata ai classici cantautori del Novecento. Ma ostinatamente e testardamente Pino Daniele irrompe, nella musica italiana, con il linguaggio quasi incomprensibile della sua terra… un precursore, che spianerà la strada ad amici musicisti partenopei:Rosario Jermano, Rino Zurzolo, Tullio De Piscopo e James Senese.

Nel mondo vengono chiamate “contaminazioni napoletane”. Perché la sua terra, le sue origini, lui le ha portate oltreoceano, collaborando con il bassista Alphonso Johnson e con Wayne Shorter, session-men di fama internazionale, Mick Goodrick, grande chitarrista jazz americano, i britannici Simple Minds, Gato Barbieri, Steve Gadd, per l’incisione di nuovi brani musicali. A livello nazionale grandi amicizie e collaborazioni all’interno della sfera musicale e non: ricordiamo l’attore Massimo Troisi per il quale compose la colonna sonora “Ricomincio da tre”, “Pensavo fosse amore invece era un calesse” e le musiche per “Le vie del Signore sono finite”. Duetti importanti con artisti nazionali: Almamegretta, Eros Ramazzotti, Ron, Fiorella Mannoia, Francesco De Gregori.

Il docu-film…

Il 19 marzo al Teatro San Carlo, verrà presentato il film inedito ispirato alla sua storia, dal titolo Vai mò, un docu-film del regista Giorgio Verdelli, della durata di un’ora e quaranta minuti. Non sarà una biografia, ma la ricostruzione del suo percorso artistico, ottenuta con racconti fatti dallo stesso protagonista in passato e da molti altri personaggi attraverso interviste, immagini e filmati. Nelle settimane a seguire verrà riprodotto anche al Teatro Verdi di Salerno e al Teatro di Scampia. Dalla scomparsa del “suo artista”, Napoli non ha mai dimenticato di onorarlo con varie iniziative, come il ritorno della copia della sua celebre chitarra sulla facciata dell’edificio di Santa Maria La Nova, dove Pino è cresciuto. A dare il consenso per montare il materiale inedito trovato nell’archivio di Pino Daniele sono stati i figli e la seconda moglie, Fabiola Sciabbarrasi.

Queste, ed altre iniziative, sono piccole ma importanti testimonianze di quanto sia vivo il ricordo di questo grande artista, una delle voci più belle della musica italiana, e per Napoli e i napoletani semplicemente Pino.

Non basta un articolo, un avvenimento o una commemorazione per esprimere il ringraziamento e l’apprezzamento con i quali milioni di persone vogliono rendere vivo il ricordo, anzi l’imponente presenza di un cantautore, un artista, un uomo, un poeta come PINO DANIELE.

Allora lasciamo che la sua musica parli, lasciamo che le sue note continuino ad aleggiare nelle radio, nella televisione, nelle case e soprattutto nei nostri ricordi più belli.

Ci sentiamo Pino…

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