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Il “Relazionarsi” è forse la più rilevante tra le competenze cosiddette trasversali riconosciute nel Quadro delle competenze europee.

L’essere assertivo può significare coniugare l’autostima e la determinazione nell’affermare le proprie idee con il rispetto e la valorizzazione degli altri. Acquisire la competenza di assertività può favorire fortemente la capacità di gestire il conflitto, cioè fare in modo che la diversità non degeneri in conflitto, o ricondurre il conflitto in disaccordo, salvando la relazione personale. Possedere competenze interpersonali significa di fondo essere capace di riconoscere l’altro come persona e mostrare sostanzialmente interesse nei confronti altru.

Allenarsi all’assertività può rappresentare un percorso sia professionale per gli adulti che vi operano, quanto educativo-didattico per gli alunni, quindi in parallelo se vogliamo aumentarne l’efficacia, diventando un potentissimo antidoto contro comportamenti disfunzionali e dannosi per la comunicazione organizzativa, come contro il bullismo nelle sue diverse manifestazioni.

Nella comunicazione assertiva il soggetto tende a:

  • evitare di evidenziare in modo sistematico le mancanze e gli errori degli altri;
  • non suscitare negli altri il senso di colpa;
  • non sottolineare la differenza fra come lavora lui e come lavorano gli altri…oppure a prendere ad esempio qualcuno che…
  • non instaurare un controllo assoluto di quello che succede, e a garantire le prestazioni degli altri tramite minacce

Gli effetti nella relazione organizzativa potrebbero essere molto positivi, in quanto ciò che deriva da una comunicazione assertiva pone al centro lo scambio relazionale.

Quindi…

No a “ Perché non hai portato a termine il compito” …si, piuttosto a: “ Credo che tu sia in ritardo, quando pensi di ultimare la consegna? Ne ho bisogno per terminare il mio lavoro “

Un docente potrebbe sortire effetti assolutamente migliori se invece dell’inflazionatissimo:

“Se non studi sarai bocciato” intervenisse con: “ Se non studi rischi di perdere molto del tuo tempo prezioso e di non raggiungere il risultato… come potresti fare per…?”

La comunicazione di questo tipo sollecita un’autoriflessione e sostiene azioni di analisi e di ricerca personale, mettendo in evidenza le possibilità non ancora esplorate dal soggetto-protagonista.

Serenella Presutti – Dirigente scolastico dell’”I.C.via Padre Semeria di Roma

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