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Mendel, un genio considerato tale “troppo tardi”, diventato il padre della genetica, una scienza che ha trasformato per sempre il nostro modo di intendere la natura. Naturalista, botanico, matematico e monaco agostiniano ceco, Mendel è uno dei protagonisti del nostro viaggio in un mondo per lo più microscopico e invisibile, alla scoperta delle leggi dell’ereditarietà che ci hanno permesso di comprendere la struttura e la funzione del DNA, la scoperta della genomica e le applicazioni pratiche di queste discipline e di come influenzano e influenzeranno sempre di più la nostra vita e il nostro ambiente; dalle terapie geniche personalizzate, alla caccia al colpevole tramite il DNA, di passato presente e futuro, e di molto altro ancora.

Dal 10 febbraio al 18 giugno 2017, Il Palazzo Delle Esposizioni di Roma si trasforma nella culla delle origini della vita.

Sette sezioni espositive, incontri, rassegne cinematografiche, laboratori per scuole e famiglie accompagneranno il visitatore nell’immenso universo della scienza molecolare, partendo dall’orto dove Mendel coltivava piselli e passando attraverso laboratori infestati da moscerini mutanti, scene del crimine, laboratori di ricerca medica, rigogliosi campi di grano di inizio ‘900, serre ricolme delle piante del futuro, fino ad arrivare a  scoprire che l’infinita e meravigliosa varietà del mondo circostante è in buona parte regolata dagli stessi meccanismi invisibili. La scienza, così raccontata, si rivela un’appassionante caccia al tesoro universale.

La Mostra

Concepita e allestita in maniera tale da avvicinare grandi e piccoli al meraviglioso mondo della genetica, ha lo scopo di mostrare, raccontare e spiegare quelli che sono state le più clamorose scoperte molecolari, arrivando alla clonazione del DNA, organismi geneticamente modificati (Dolly), proseguendo con le malattie genetiche, cellule staminali (Henrietta Lacks e le sue “cellule immortali”), Il DNA sulla scena del delitto: tecniche per trovare le tracce molecolari del colpevole (oggi può succedere che si conosca l’intero genoma del colpevole senza ancora aver scovato l’individuo che lo possiede), fino ad un salto nel futuro, presupponendo di “riprogettare” la qualità della vita, magari rivolgendo lo sguardo verso la relazione tra gene e ambiente (bioingegneria e biologia sintetica) oppure creare e immettere in natura organismi con il genoma sintetizzato in laboratorio, per far svolgere compiti utili (contro inquinamento, smog ecc…)

Poco prima di morire, nel 1884, Gregor Mendel scrive: “verrà il mio tempo…”. E in effetti il suo tempo è venuto!

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