CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Si chiama Orthoponics. Basata sui principi dell’economia circolare, questa startup nata a Bologna nel 2017 produce soluzioni per l’urban farming innovative, sostenibili e produttive. 

Il sistema Orthoponics è basato sull’acquaponica. Essa abbina alla coltivazione di vegetali  l’allevamento dei pesci, permettendo così di risparmiare più del 90% di acqua rispetto ad un normale orto. Ma come funziona questo sistema?

I rifiuti prodotti dai pesci, o meglio alcuni elementi in essi contenuti, necessari per le piante, vengono assorbiti da queste. Allo stesso tempo, le piante eliminano l’inquinamento e svolgono la funzione di filtro. In questo modo assicurano un ambiente sano per la sopravvivenza dei pesci.

Di che cosa si occupa Orthoponics?

La startup ha elaborato Ortho, un prodotto in due varianti (Domo e Wallo, rispettivamente una sfera ed un muro) adattabili a terrazzi e balconi che permettono la coltivazione di cibi biologici anche a chi vive in città. Utilizzando la tecnologia acquaponica il consumatore crea un ecosistema autosufficiente e biologico.

Con questo impianto è possibile produrre cibo di qualità riutilizzando le risorse di scarto.

L’innovazione e la professionalità sono sempre premiate.

Orthoponics inoltre è stato scelto per i seguenti programmi di accelerazione e startup:

  • Climate-Kik Aster
  • Fabriq (Milano)
  • Up to Biz (CNA di Bologna)
  • School Y Combinator

La grande svolta arriva però con la vittoria del bando Start To Be Circular di Fondazione Bracco nel 2017. Valerio Ciotola, co-founder della startup, ha affermato: “La vittoria del bando è stata fondamentale per accelerare il nostro percorso di crescita. Grazie al supporto fornitoci abbiamo sviluppato il nostro prodotto avvicinandolo alle esigenze di mercato. Questo premio ha dato più valore alle nostre competenze fornendoci allo stesso tempo una grande spinta in avanti anche dal punto di vista delle partnership avviate da lì in poi.”

Tra i premi del bando c’è anche l’ingresso nell’incubatore SpeedMiUp.

Colpo grosso questo per la nascente startup, che annovera tra il suo team il CMO Thomas Marino, il CEO Claudio Martina e il COO Damiano Avellino. L’unione del team rappresenta infatti il suo principale punto di forza, come afferma uno dei co-founder: “Il bando Start To Be Circular è certamente un’importanze occasione di crescita per un’idea innovativa e vincente. Non dimenticatevi però che l’idea è solo l’inizio, il bello viene dopo. Solo con un team unito e sinergico potrete superare le mille difficoltà che vi si presenteranno davanti. Buona fortuna e, soprattutto, buon lavoro.”

Martina Coscetta

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn