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“Armonie del Segno, punto e gatto”, per “leggere” i suoni e “ascoltare” i colori, tra Kandinskij, Klee, Melotti e Cage, partiture fantastiche di materiali, pittura, oggetti; “Suona l’edificio”, con pavimenti, muri e finestre, soffitti, arredi che diventano protagonisti – ciascuno con il proprio suono/rumore -, campionati, registrati e trasformati in esecuzione musicale; “Giardinaggio di parole” dove la parola/seme(ion) recupera il rapporto originario con la terra attraverso l’esperienza cinestesica e il suono.

Il 14 aprile 2018 appuntamento a Roma per la prima edizione del festival “SUONOCRAZY@”, dedicato alle forme di espressione sonora che si collocano “fuori dal potere” esercitato dall’industria e dal mercato musicale.

Dalle 9.30 fino a tarda sera tantissimi eventi micro/macro aperti a curiosi e appassionati di tutte le età, tra concerti, workshop, seminari, laboratori, happening itineranti e flashmob poetici.

Sede del festival l’istituto scolastico “A.Rosmini” di Roma (via Giorgio Del Vecchio, 24), dove per tutta la giornata un gruppo di regia curerà il coordinamento tra:

Oper-azioni sonore: tutte le forme di azione che utilizzano il suono come veicolo condiviso;
Artigiani e macchine sonore: tutte le esperienze di comunicazione indiretta tramite il suono (non mi esprimo suonando, ma costruendo ciò con cui suonare);
Suoni virtuali: tutte le ricerche di chi preferisce prima progettare un suono che poi si farà fisico;
Pedagogia del suono: tutte le esperienze di chi lavora sull’”e ducere” (tirar fuori) il suono da dentro di noi;
Tradi-zioni sonore: tutte le sperimentazioni di chi “trad-isce” (cioè fa passare dall’altra parte, saltando a piè pari la “Musicrazia”) i suoni della tradizione, ri-generandoli;
Movi-menti sonori: tutte le esperienze di chi fa muovere il suono dentro e fuori di noi;
L’arte del suono, il suono dell’arte: tutte le ricerche di chi contamina il suono con altro, e altro con il suono;
Il suono della poesia: quando la parola, ma anche le storie (nel solco della grande tradizione dei cantastorie) diventano “suogno”, cioè suono di sogno.

Nell’ambito del festival si svolgerà anche la Rassegna “DANFUS”, dedicata alla composizione per organetto diatonico o cromatico, organizzata dall’associazione “Malancia” e intitolata a Daniele Fusacchia, musicista e compositore, venuto a mancare il 27 gennaio 2017, che, come sottolinea l’associazione: “nel suo fare musica, dilatando i limiti stessi di uno strumento “tradizionale” come l’organetto e travalicando i generi musicali in composizioni di rara bellezza e intimità ci ha lasciato un chiaro messaggio di necessità del superamento dei limiti imposti dalla ‘musicrazia’ imperante”.

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Carola Tangari

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