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Vivere una città come Roma, e come tante altre in Italia, oggi per un disabile è davvero cosa ardua. Sempre più spesso ci imbattiamo in marciapiedi senza scivolo o in spazi angusti e poco agevoli per l’ingresso in questo o quell’altro ufficio.

Malgrado la normativa sulle barriere architettoniche risalga al 1986, infatti, molti “furbetti” si vestono ancora da burocrati, disattendendo la Legge per la tutela contro ogni tipo di discriminazione con la scusa dei lunghi iter amministrativi necessari a mettersi in regola.

Per fortuna in aiuto di tanti, obbligati a fare la gincana tra i vari ostacoli disseminati per le città…

Arriva la Tecnologia

Ci sono applicazioni per non vedenti, come BraillePad, AudioLabels, DarwinReader e la recente Aipoly Vision che spiega all’utilizzatore ciò che sta avvenendo davanti a lui. L’app è stata presentata per la prima volta in Italia all’Irccs Fondazione G.B. Bietti per lo Studio e la Ricerca in Oftalmologia Onlus. A metterla a punto alla Singolarità University (polo di ricerca della Nasa, in California) Alberto Rizzoli (22 anni), Marita Cheng (26 anni) e Simon Edwardsson (27 anni).

Per non udenti c’è Pedius, un sistema di comunicazione che consente di effettuare telefonate utilizzando le tecnologie di riconoscimento e sintesi vocale.

Contro le barriere architettoniche, ha recentemente debuttato su iOs e Android l’app No Barriere dell’associazione Luca Coscioni, che permette di segnalare in tempo reale le varie situazioni disagiate che si riscontrano di volta in volta sul territorio. E’ un’applicazione gratuita, facile ed intuitiva che permette anche ai cittadini senza disabilità, di interagire con il proprio Comune di riferimento per la segnalazione di barriere architettoniche da abbattere o migliorare.

Il bello della tecnologia?

Offrire la possibilità di comunicare anche a chi ha più difficoltà nel recepire e trasmettere informazioni.

Barbara Tangari

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