Stayactive, il dispositivo tutto italiano che aiuta a migliorare la postura

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La maggioranza della popolazione soffre di disturbi provocati da una cattiva postura. Il problema non colpisce soltanto persone che hanno superato la mezza età, ma anche moltissimi giovani e ragazzi. Recenti ricerche condotte dai centri nazionali di studi pediatrici e ortopedici, hanno evidenziato come 4 ragazzi su 10 soffrono di mal di schiena.

La maggior parte dei giovani trascorre molto tempo curvo su computer, tablet, smartphone o altri dispositivi digitali. A questo si aggiungono quelle cattive abitudini come stare seduti curvi alla scrivania, senza appoggio allo schienale della sedia, troppo vicino o troppo lontano dal monitor del computer, stare in piedi con le spalle curve e la testa piegata sul cellulare.

Per risolvere questa spiacevole situazione, non sono necessarie misure restrittive o limitanti, bensì è sufficiente, in quella popolazione di giovani e ragazzi, incoraggiarli a condurre una vita normale ed evitare di preoccuparsi per un problema risolvibile ma che, se non adeguatamente seguito, potenzialmente invalidante anche per un giovane.

Un’interessante soluzione economica e pratica al problema, grazie all’ausilio delle nuove tecnologie, è stata progettata da un giovane team tutto italiano, che ha ideato StayActive, grazie anche alla collaborazione con ISICO (Istituto Scientifico Italiano Colonna Vertebrale), un dispositivo che aiuterà tutti coloro che lo indosseranno a tenere sempre la postura corretta.

Abbiamo incontrato uno dei fondatori dell’iniziativa, Francesco Dulio, che in questa breve intervista, ci spiegherà come funziona in dettaglio il dispositivo, quali sono i vantaggi nell’usarlo e quali progetti hanno in servo per il prossimo futuro.

Come è strutturato il vostro team e in quali città avete iniziato a portare la vostra startup?

I creatori di StayActive sono tre amici di Vigevano: Francesco Dulio, 24, studente di fisica, Luca Scevola, 24, studente di ingegneria energetica, e Susanna Brogin, 25, studentessa di giurisprudenza. Dopo il primo anno di studi, mi sono appassionato anche all’informatica e allo sviluppo di nuove tecnologie, venendo a conoscenza e imparando ad usare Arduino con i miei primi piccoli progetti, fino ad arrivare a StayActive. La mia ragazza mi diceva sempre “stai dritto che altrimenti sembro più alta io di te”, “mettiti dritto che così sei più bello”. Poiché autonomamente non lo facevo da solo, ho pensato ad un modo per far sì che mi ricordassi di farlo. Nel mentre, essendo amici da molti anni, ho coinvolto prima Luca e poi Susanna per lo sviluppo e il miglioramento del prodotto. Infine, nell’ultimo periodo, si sono aggiunti anche altri due ragazzi (uno di Schio e uno di Roma) i quali stiamo valutando in che modo e con che ruolo inserire nel team. Negli ultimi mesi abbiamo partecipato a diverse competizioni, raggiungendo sempre ottimi risultati e arrivando sempre nella fase finale, oltre che all’edizione 2016 della Rome Maker Faire.

Come funziona il dispositivo?

StayActive è un dispositivo che corregge le posture scorrette sia in piedi e che da seduti: una volta indossato, e calibrato attraverso l’applicazione, StayActive e ti avverte nel caso in cui tu abbia una postura sbagliata con una lieve vibrazione. L’accuratezza e la precisione dei dati è assicurata grazie ad una collaborazione con l’Istituto Scientifico
Italiano Colonna Vertebrale che da più di 50 anni cura i problemi legati alla schiena. StayActive è, infatti, attento al paziente: non “vibra solo quanto sei storto”, ma solo quando c’è davvero bisogno. È controproducente dover rimanere immobile per ore, seppur con la schiena dritta, non lo è invece cambiare spesso posizione avendo una postura corretta.

Da quanto tempo siete attivi ? Quanti sono gli utenti che partecipano all’iniziativa?

Sebbene il progetto sia partito nella mia mente già due anni fa, il dispositivo ha effettivamente preso vita in modo ufficiale solo ad aprile 2016, momento in cui sono entrati a far parte del team anche Luca e Susanna. Ora siamo nella fase del beta testing su alcuni pazienti selezionati di ISICO e da alcuni centri di fisioterapia ad essi collegati il tutto per poter ottenere un iniziale feedback da parte degli utilizzatori.

Come è stato possibile sostenere economicamente l’avvio della vostra startup?

Pensiamo che essere imprenditori vuol dire intraprendere davvero un’impresa. All’inizio, momento in cui ci sentiamo in parte ancora oggi, economicamente ci siamo tirati su le maniche e abbiamo cercato tutto ciò che di gratuito c’era (software, hardware, competenze…) e abbiamo messo i nostri soldi per le altre spese. Abbiamo comunque investito in questo progetto perché ci crediamo e scommettiamo sulla sua riuscita.

Quali sono i punti di forza del vostro progetto? Che riscontri avete dai vostri utenti?

Indubbiamente il fatto di avere ISICO come “garante” del funzionamento del nostro dispositivo è un fattore rilevante, come anche la possibilità di poter implementare nuove funzioni su un unico device grazie alla potenza del processore al suo interno. StayActive non è ancora in commercio ma qualche fortunato (qualche centinaio) ha potuto provarlo in esclusiva alla Rome Maker Faire 2016; molti di coloro che hanno indossato il nostro rilevatore per la prima volta sono rimasti colpiti dalla semplicità e accuratezza con cui si effettua la calibrazione e dalla leggerezza del dispositivo.

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Sono in fase di sviluppo ulteriori versioni del dispositivo, tra le quali nuove funzioni la correzione della lordosi, oltre all’iniziale programmazione del dispositivo per rilevare la posizione di cifosi. In futuro si cercherà di coprire più aree e disturbi della schiena, in modo tale da aumentare le potenzialità e servizi offerti da StayActive. Inoltre, siamo partiti con una campagna di crowdfunding su Eppela e inizieremo a cercare early-adopter più diversificati, visto la maggiore ricezione che ne seguirà.

Gabriele Ferrieri

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