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Un’architettura insolita e nascosta passeggiando tra i quartieri milanesi. Tra passato e presente, Milano si colora di un insolito glamour.

Parliamo di moda, di tendenze, di glamour, di novità…parliamo di Milano. E subito ci vengono in mente molteplici immagini riferite all’architettura dei moderni palazzi o delle antiche chiese presenti nella città, primo tra tutti il “Duomo”; pensiamo alla “movida” notturna e agli stravaganti locali, a tema e non, che trasformano la notte in una festa danzante per tutti i gusti e palati; i locali di tendenza, che spaziano dalla pietanza tipica, classica milanese al cibo macrobiotico, vegano, vegetariano, slow food, entomofago (cibo a base di insetti); colleghiamo moda, serate VIP, presentazioni cinematografiche e mostre alla poliedrica città meneghina ma…. in pochi sono consapevoli che oltre la facciata prettamente “high tech”, all’avanguardia e innovativa, Milano si presenta con una veste antica di migliaia di anni riguardo alcuni quartieri, divenuti da qualche anno patrimonio storico e di tendenza. Sono le “case di ringhiera” le “case igloo” e le case di “Via Lincoln”, le prime due costruite nei primi anni del ‘900, le terze alla fine dell’800.

Case a Ringhiera…

Divenute un simbolo di moda per i cittadini, nascono come residenze popolari, per trasformarsi lentamente in qualcosa di diverso, di nuovo, passando da un periodo (quello degli anni del boom economico) in cui non trascorsero un momento fortunato, fino ad oggi in cui sono tornate a essere in voga, a seconda dei quartieri.

Le tipiche “case popolari” di ringhiera le possiamo ammirare nel quartiere dei “Navigli”, ma un tempo erano sparse in tutta la città e rappresentavano non solo un modello di architettura all’avanguardia per quel periodo, ma un simbolo, per gli inquilini che ci abitavano, di aggregazione, di fratellanza, di amicizia e condivisione degli spazi in comune.

I lunghi ballatoi permettevano alle persone di chiacchierare, di fermarsi a parlare fuori della porta e per i bambini era un modo di giocare tutti insieme sotto il controllo di persone adulte che avevano trasformato i lunghi corridoi in luoghi di incontro. Per questo e per il loro tipico colore giallo e rosso sono diventate il modello dell’abitazione per eccellenza.

Purtroppo, di queste case ne sono rimaste solo settantamila, alcune sono state demolite per fare spazio a progetti urbanistici più moderni, senza tener conto della bellezza storica e visiva di questi “gioielli”. Altre invece, seguendo la moda e la tendenza milanese, si sono trasformate in vere e proprie case glamour; gli architetti hanno lasciato la pianta originale, ristrutturando solo gli interni degli appartamenti, rendendo le case di ringhiera un appetibile investimento per la Milano bene.

Passando in zona Brera possiamo notare la realizzazione delle “nuove” case a ringhiera secondo lo stile bizzarro delle persone che hanno desiderato far coesistere l’antico con il moderno; mentre se avanziamo qualche chilometro e usciamo fuori le mura troviamo in periferia alcune case a ringhiera dove non sono stati fatti lavori di ristrutturazione, ma semplicemente qualche ritocco ogni tanto, quindi caratterizzate dal degrado. Parliamo dei Navigli, in particolare in zona Borgo San Gottardo dove ancora oggi sembra di respirare un’aria diversa rispetto l’incanto della scintillante Milano.

Le Case Igloo…

Un villaggio fiabesco vicino ai Navigli, un paradiso architettonico nascosto. Arrivando a Via Lepanto ci ritroviamo circondati da un luogo incantato e realmente abitato, nel cuore di un quartiere quasi completamente fatto di case popolari. Costruite nel 1900, periodo in cui si investiva moltissimo per quel tipo di edilizia, sembrava che nessuna attenzione venisse riservata alla classe piccolo e medio borghese, ecco perché un articolo su “Il Secolo” di Mario Cerati scatenò la questione portando alla nascita di una cooperativa (fatta soprattutto di giornalisti) che si assunse la responsabilità di perorare la causa. Da questo impegno nacque il nome: “Villaggio dei giornalisti”.

Ideate dall’architetto Mario Cavallé, di dodici ne sono rimaste solo otto. Oggi è una zona residenziale, completamente trasformata rispetto al passato, ma il fascino è rimasto il solito, coinvolgente e insolito, perché trovare le case igloo a Milano è sempre una sorpresa e ancora oggi un’emozione, che non lascerà indifferenti neanche i più lontani dal mondo dell’architettura, perché scoprire pezzi curiosi di un mondo antico, è interessante ed unico.

Le Case di Via Lincoln…

Milano non è una città grigia, senza colore, dalle tinte sfumate; addentrandosi in quartieri nascosti, non visibili al turista e lontano dalla mondanità della metropoli frenetica, fatta di grattacieli e simboli dell’avanguardia tecnologica e architettonica, ci ritroviamo in Via Lincoln; il quartiere sembra essersi fermato nel passato e guardando i giardini, le case, i colori e le strade, facciamo un viaggio a ritroso nel tempo ritrovandoci avvolti nel calore e nella magia che questo quartiere trasmette a coloro che passano. Uno splendido e delizioso connubio tra le case di ringhiera e villette della costiera amalfitana. Balconi variopinti di fioriere multicolori, giardini verdi con piante e alberi dall’aspetto fiabesco e case colorate di giallo, rosso, azzurro che riportano a echi lontani di villaggi marittimi nelle calde giornate estive.

E’ molto difficile pensare di trovarsi a Milano… ma è veramente un momento speciale lasciarsi la vita frenetica e la modernità di questa poliedrica città, per assaporare per un breve istante la tranquillità, la bellezza e la storia che questi edifici vogliono trasmettere.

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