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Il progetto Crowdfooding nasce a San Francisco nell’estate del 2014 da un’idea del giovane imprenditore torinese Alessio D’Antino.

Dopo il trasferimento a Londra ha deciso di fondare la piattaforma, mentre in Italia – a Bologna – metteva insieme il team di You Can Group, specializzato in food innovation.

L’obiettivo di Crowdfooding.co è quello di garantire a chi vuole lanciarsi nell’imprenditoria enogastronomica una vetrina che attragga investitori ed entusiasti.

Soprattutto le giovani realtà che vogliono affacciarsi oggi nel mondo dell’imprenditoria e che hanno deciso di scommettere sul settore alimentare e affini.

Le proposte sono prima vagliate da una commissione di cinque esperti specializzati in finanza, innovazione tecnologica e nutrizione, questo per garantire affidabilità e sostenibilità economica del progetto in cerca di finanziamenti. Insomma, come dire che la commissione si farà da garante della bontà del progetto di impresa, validando e accelerando così l’iter di raccolta di capitali.

I giusti abbinamenti grazie a un algoritmo

Perché le idee più meritevoli possano diventare realtà, contribuendo anche allo sviluppo costante del settore alimentare, la piattaforma Crowdfooding ha ideato un algoritmo che fa da matchmaking, abbinando investitori e startup: grazie ai dati dei profili inseriti al momento dell’iscrizione online, l’algoritmo riesce a indirizzare i possibili finanziatori ai progetti che sono più inerenti al loro raggio di azione e interesse.

Tutto ciò per ottimizzare il lavoro e renderlo più veloce.

Del resto, il food è tra i settori del made in Italy più apprezzati nel mondo. I progetti innovativi sono tanti. Ora esiste uno strumento in più per valorizzarli.

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