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Mute in neoprene su misura e personalizzabili con stampe, colori e pattern grafici originali. Capi tecnici per sport acquatici di superficie: kite surf, windsurf, surf, wakeboard, cableboard, stand up paddle, vela, pesca. Prodotti unici che uniscono resa tecnica e design, per essere sempre perfetti, anche in acqua. Si chiama By the Sea la nuova startup di Cinzia Dell’Omo, che, appena nata, è stata selezionata tra i vincitori del bando della creatività, fondo regionale 2016, del Lazio. Mute ma non solo. Anche costumi, cappucci, mephisto, calzini antiscivolo, cappotti anti vento e anti acqua. Tutto assolutamente Seangolare

Cinzia ha 35 anni e una formazione poliedrica, che va dalla laurea in DAMS, alla specializzazione in Modellistica e Grafica per l’abbigliamento presso l’Accademia d’Alta moda e d’Arte del Costume Koefia. Tanta esperienza nel backstage di produzioni teatrali e cinematografiche, una grande passione portata avanti un passo dopo l’altro, una buona dose di curiosità, che la tiene continuamente attiva e pronta a cimentarsi in nuove sfide.

Dal nostro primo incontro, alla giornata della Creatività, passa un po’ di tempo prima che le ricapiti tra le mani il mio biglietto da visita, perso in una borsa piena di bozzetti, appunti, brochure di presentazione del suo progetto.

Sono contenta di sentirla. La sua idea è interessante. E la sua storia ricca di spunti per chiunque voglia cimentarsi nell’avventura dell’avvio di una startup.

Dunque eccoci qui, computer alla mano e una manciata di domande per accompagnarvi alla scoperta di By the Sea.

Cinzia, raccontaci di te…

Sono originaria di Norma, un paesino della provincia di Latina, dove un cassetto conserva ancora i bozzetti di abiti che disegnavo già alle elementari. Infatti la moda fa parte di me fin dalla più tenere età. Come spesso accade, le grandi passioni si fanno strada spontaneamente nei primi anni di vita. E tra i miei ricordi di infanzia si impongono le immagini delle super top model come Naomi Campbell, Claudia Shiffer, Cindy Crawford, Linda Evangelista, Kate Moss e le meravigliose creazioni di Versace e Armani che battagliavano a colpi di creatività su quelle passerelle che hanno segnato per la moda un’epoca intramontabile. Ero ancora alle elementari quando sognavo di vestire queste principesse giocando a fare la stilista sui quaderni a quadretti durante l’ora di matematica.

Tuttavia non avevo la consapevolezza di quello che facevo, non pensavo realisticamente a cosa avrei fatto da grande e così è stato per anni. Mi sono iscritta al DAMS perché mi piacevano le materie di studio e dopo essermi laureata mi sono resa conto che avrei dovuto indirizzare la mia vita verso obiettivi che davvero mi avrebbero resa felice. Così mi sono iscritta all’Accademia d’Alta moda e d’Arte del Costume Koefia specializzandomi in modellistica e grafica per l’abbigliamento. Nel frattempo mi sono fatta strada in produzioni di cinema, tv e teatro lavorando come assistente costumista e costumista. Successivamente ho iniziato a lavorare in outsourcing per diversi uffici celebrities, in particolar modo Gucci, occupandomi di adattare gli abiti alle forme del corpo per apparizioni televisive, red carpets, conferenze stampa ecc…

Quando a 30 anni ho avuto il coraggio di provare il surf ho cominciato a creare capi tecnici su richiesta di amiche che pian piano sono diventate clienti che con il passaparola hanno portato nuove clienti. Ed eccomi qui, a fare quello che sono sempre stata destinata a fare, ovvero creare abiti. Ma farlo per il mare, per gli sport d’acqua, è tutta un’altra storia, perché non è più soltanto estetica, ma c’è l’aspetto tecnico da considerare ed è uno stimolo continuo. Non si finisce mai di sperimentare, imparare e sperimentare ancora. Naturalmente anche per questo mi sono dovuta preparare, lavorando per un anno in un’azienda di mute per l’apnea, dove ho appreso le tecniche di lavorazione del neoprene. Dopodiché le ho annesse alla mia esperienza nell’alta moda.

E così è nata By the Sea… Con base ad Aprilia?

Ho iniziato a sviluppare i primi prototipi di capi tecnici in neoprene a Roma, dove vivo dal primo anno di università, ma ho portato la mia startup ad Aprilia poiché si trova in una posizione strategica e di passaggio anche per la provincia di Latina.

Mute e prodotti tecnici in neoprene realizzati artigianalmente. Cos’ha di diverso By the Sea rispetto ad altre aziende?

La particolarità sta nella possibilità di personalizzare i prodotti nei colori e nella grafica, oltre al vantaggio di realizzarli su misura. Il cliente può acquistare dal sito internet un prodotto standard oppure richiedere lo stesso prodotto su misura e personalizzato tramite email.

I social giocano un ruolo importante nella comunicazione dell’azienda?

Instagram e Facebook sono i canali web su cui si può interagire maggiormente. A volte lanciamo dei piccoli sondaggi sul work in progress per avere riscontri su preferenze di colore, su un tipo di stampa piuttosto che su un altro o su un tessuto in particolare. Per chi volesse entrare nel mondo degli sport acquatici in prima persona, possiamo fornire consigli o suggerire scuole. Abbiamo inoltre creato una rubrica sul nostro blog dove inseriamo le “PERSONE CHE INDOSSANO SEANGOLARE” che si sono rese disponibili a rispondere a una breve intervista e a fornire delle fotografie (Seangolare è il marchio prodotto all’interno di BY THE SEA – Bottega Artigiana degli sport acquatici).

La startup è appena nata ma ha già ricevuto un riconoscimento importante…

L’impresa è stata aperta da pochi mesi ed è ancora tutto in divenire. Dopo essere stata selezionata tra i vincitori del bando della creatività, fondo regionale 2016, la startup è focalizzata sulla realizzazione del progetto che vede la nascita di un laboratorio dove prendono vita prodotti destinati agli sport acquatici di superficie. Tutti rigorosamente fatti a mano e personalizzati secondo le richieste del cliente. Oltre ai capi tecnici, perlopiù prodotti con il marchio Seangolare, il laboratorio offre il servizio di riparazione mute.
In futuro saranno disponibili dei corner espositivi per altri artigiani e uno spazio dedicato all’editoria di settore. Il laboratorio si trova ad Aprilia, in via dei villini ed è tutto il giorno baciato dal sole, uno dei motivi che mi ha spinta a scegliere proprio quel locale lì.

Come sei riuscita a sostenere economicamente l’avvio della startup?

E’ stata davvero dura all’inizio. Oggi va molto di moda fornire il proprio codice iban agli invitati quando ci si sposa. Io mi sono sposata un anno e mezzo fa e non ho scritto il mio codice iban da nessuna parte perché in paese, da dove vengo io, è ancora in voga la famosa “busta”. Il progetto iniziale era quello di fare dei lavori a casa, ma ho preferito investire tutto nel mio sogno. Ancora non sapevo che avrei vinto il bando regionale e quindi sono partita con quel poco che ero riuscita a racimolare dalle mie nozze. Adesso, grazie alla Regione Lazio, ho l’opportunità di investire maggiormente nella mia startup.

Quali pensi che siano i punti di forza del progetto?

Il mio punto di forza è la personalizzazione. La cosa che adoro del rapporto con i miei utenti è proprio la sintonia che andiamo a creare. Realizzare un prodotto personalizzato significa interpretare i gusti di chi hai di fronte e soprattutto ascoltarne le esigenze. Si crea una sorta di complicità. Ogni prodotto per me è una sfida che porto in campo per il mio utente. Mi spiego meglio. Al momento sto realizzando un capo tecnico per una ragazza che ha difficoltà a trovare qualcosa di adatto alla sua fisicità minuta con seno abbondante. Il mio ruolo sta nel trovare soluzioni affinché si possa sentire a suo agio nel tipo di creazione che desidera e che al contempo sia adatta alla pratica del suo sport in acqua. Vedere un cliente felice e fiero di indossare qualcosa su cui hai lavorato per lui è una soddisfazione enorme. La particolarità del mio progetto sta nel fatto che questo tipo di personalizzazione non viene fatta nell’alta moda o nel prêt-à-porter come di consueto, ma negli sport acquatici di superficie.

Progetti per il futuro?

La crescita costante in termini di ricerca e sviluppo del prodotto senza penalizzarne il design e la possibilità di formare nuove figure professionali.

Tenacia, preparazione, spirito di iniziativa e, naturalmente, un grande sogno da inseguire. Ringraziamo Cinzia e appuntiamo la sua storia. La lasciamo qui, tra queste pagine, tra un servizio e l’altro. Chissà, magari qualcuno potrebbe trarne ispirazione…

Carola Tangari

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