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Il Liceo Giulio Cesare non se ne fa scappare una di occasione per far conoscere ai suoi studenti il meglio della cultura, dell’arte e della passione di personaggi talentuosi. Ne è conferma il convegno di sabato 26 gennaio (inizio ore 10) che vedrà protagonista il professor Franco Nembrini sul tema “dell’imperfetto dialogo dell’educazione e dell’istruzione”.  Il convegno, organizzato dal Liceo insieme con il Centro Studi Minas Tirith, verrà trasmesso da quest’ultimo in diretta facebook sul proprio canale.

Franco Nembrini è il professore che tutti, piccoli e grandi, sogniamo, il docente che tutti vorremmo incontrare come collega di classe o almeno nel corpo docente della nostra scuola per arricchirci nello scambio di opinioni costruendo il bello della nostra professione. E’ il professore che tutti i genitori vorrebbero, lui che riesce a farsi ascoltare dai ragazzi parlando di Dante, diventando attrattivo e mai noioso, anzi…

Franco Nembrini ha scelto di fare ma soprattutto di essere docente di storia ed italiano, da quando lo ha promesso alla sua professoressa di Lettere. Oggi è conosciuto per le lezioni su Dante e Pinocchio, sulla bellezza dell’educare per parlare del rapporto genitori/figli adolescenti con aneddoti e storie quotidiane. Famoso nel mondo del web per il suo video sulla storia dell’orso siberiano morto di polmonite, diventato virale. E’ rettore del centro scolastico La Traccia di Calcinate – Bergamo

Insegna nella scuola statale fino all’estate del 2009 quando deve lasciarla per motivi di salute. Negli ultimi anni, a seguito dell’inatteso successo dei suoi libri “Dante poeta del desiderio” e “Di padre in figlio” è stato chiamato a parlare di educazione e di Dante in tutta Italia e all’estero, in particolare in Spagna, Portogallo, America Latina e nei paesi del mondo russofono (Russia, Ucraina, Kazakhistan, Siberia). Fonda nel 2012 una piccola casa editrice, la Centocanti, con la quale pubblica un cofanetto di dvd “El Dante” e il suo commento al “Miguel Manara” di Milosz.. Proprio il cofanetto di “El Dante”, realizzato nel 2012, attira l’attenzione di Tv2000, emittente della CEI, che propone a Franco di raccontare in televisione la sua passione per Dante e per la letteratura. Nasce così il ciclo di 34 puntate “Nel mezzo del Cammin”, mandato in onda tra il 2015 e il 2016. A seguito del successo ottenuto, nel 2016 realizza, sempre per Tv2000, “L’avventura di Pinocchio”. Nel 2018 ha pubblicato per Mondadori, insieme a Gabriele Dell’Otto con prefazione di Alessandro D’Avenia, “Inferno” il primo di tre volumi di una nuova Divina Commedia interamente commentata e illustrata. Dall’ottobre 2018 è membro del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita.

In una sua dichiarazione afferma: “Sono convinto che uno dei problemi più gravi dei ragazzi di oggi sia la mancanza di spazi per mettersi alla prova, per rischiare, per sbagliare. Mi sembra che i nostri atteggiamenti verso di loro siano dominati da due sentimenti: la paura e la sfiducia. Abbiamo paura che possa succedere loro chissà cosa, e li teniamo sempre sotto controllo e pensiamo che non siano capaci di fare da sé, e abbiano sempre bisogno della nostra assistenza. E così non si stimano, non si vogliono bene e tutto intorno li conferma in questa non stima. Poi ci stupiamo se crescono dei ragazzi i cui atteggiamenti davanti alla vita sono la paura e la sfiducia!”

Proprio così Professore, noi mondo adulto siamo lo specchio in cui i nostri ragazzi si rispecchiano, in cosa? In un mondo adulto fragile, insicuro e lagnoso, preoccupato; e cosa può generare tutto questo? Appunto, creare paure, insicurezze, avendo come esempio adulti non adulti, dove oggi i ruoli si sono ribaltati, i figli sono i genitori dei genitori.

E il super Professorere ribatte: “Ahimè, è vero, scopo dell’educazione: accompagnare i nostri figli a stare davanti alle circostanze come la grande occasione data a ciascuno per scoprire la propria grandezza, la grandezza del destino buono cui siamo chiamati. Ma proprio questo ci vede tutti, giovani e adulti, di una fragilità sconcertante. Siamo perennemente in fuga dalle circostanze, dalla fatica, dal dolore, dalle ferite che la vita ci offre”.

Un esempio per noi docenti e soprattutto per i ragazzi a cui trasmette la passione per quello che si desidera fare, un esempio da perseguire e farci dire: Si può fare.

Una grande occasione alla quale non mancare.

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