Un clic per votare il proprio preferito. Accade a Seattle, negli Stati Uniti, proprio in questi giorni. Nella città statunitense dello Stato di Washington, 1,2 milioni di elettori registrati voteranno anche via smartphone, fino all’11 febbraio, per eleggere uno dei membri del Consiglio del King Conservation District, l’ente deputato alle questioni inerenti l’ambiente e la sostenibilità nella contea di King.

In qualunque posto si trovino, gli elettori potranno accedere alla piattaforma “Democracy Live” da smartphone o pc; una volta eseguita l’autenticazione, con l’inserimento dei propri dati – nome, data di nascita, firma – sarà chiesto loro di esprimere le preferenze, che potranno essere revisionate prima dell’invio.

“Votare sarà più facile che mai”, ha commentato la direttrice per le elezioni della contea di King, Julie Wise. “Siamo sempre alla ricerca di modi per migliorare l’accesso e coinvolgere i nostri elettori. Queste elezioni potrebbero essere un passo fondamentale nel passaggio verso l’accesso elettronico per gli elettori in tutta la regione”.

L’iniziativa apre a nuovi sviluppi nel campo del voto elettronico, ma anche a nuovi dibattiti sull’efficacia, sulle potenzialità e sui rischi correlati all’esercizio dei diritti per “interposto device”: per quanto possano essere avanzate le misure di sicurezza poste a garanzia della segretezza e della personalità del voto, infatti, l’esperienza sussurra: “attenzione”: chi impedirà agli hacker di intrufolarsi nel sistema per modificare le preferenze espresse, per votare al posto di un altro cittadino? O, più semplicemente, per quante persone potrà votare un unico cittadino, aiutando magari nella procedura i nonni o gli anziani genitori? I brogli saranno ostacolati o agevolati?

Insomma, progresso o pericolo?

Le domande restano aperte, metre la sperimentazione avanza.