Serrande abbassate per negozi, bar e ristoranti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato il coronavirus una pandemia: il nuovo virus, contro il quale la maggioranza delle persone non ha difese immunitarie, si è diffuso in ogni continente, a eccezione dell’Antartide; 114 paesi colpiti su un totale di 193, soprattutto nell’emisfero nord. L’influenza continua ad avanzare, mettendo a dura prova il Sistema Sanitario delle nazioni interessate. In Italia, dopo la chiusura delle scuole e l’invito a limitare il più possibile gli spostamenti, alla luce degli aperitivi, delle cene e dei ripetuti e diffusi atteggiamenti di noncuranza a suon di: “ma a casa mi annoio”, “guarda che bel sole”, e “che vuoi che sia una passeggiata”, quello che prima era un consiglio, ora diventa legge.

Nuove restrizioni

Il decreto firmato nella tarda serata di mercoledì 11 marzo dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sancisce nuove restrizioni per combattere l’avanzata del coronavirus: spostamenti consentiti solo per esigenze davvero indispensabili, come lavoro, spesa e acquisto di farmaci; no alle passeggiate (o forse sì… Pur chiedendo ai cittadini di restare a casa e di uscire solo per comprovati motivi di necessità, il presidente Conte non le ha vietate in maniera esplicita; così, dopo una giornata di libere interpretazioni, il Viminale chiarisce: “consentite, purché circoscritte alla propria zona e comunque per una durata di tempo limitata”. In ogni caso, da soli, o, se in due, rispettando la distanza di sicurezza di almeno un metro, ndr 13/03/2020); autocertificazione alla mano anche per muoversi a piedi – chi non rispetta le disposizioni potrà essere denunciato in base all’articolo 650 del codice penale e per reati legati alla tutela della salute pubblica; fatte salve le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, dal 12 al 25 marzo, chiusi negozi, bar, pub e ristoranti. Insomma, ancora una volta, il messaggio delle istituzioni arriva forte e chiaro: “rimanete a casa”.

Chi chiude

Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità. Chiusi i mercati su strada. Chiusi i bar, i pub, i ristoranti e i servizi di mensa che non garantiscono la distanza interpersonale di un metro. Restano chiusi i reparti aziendali non indispensabili per la produzione: le industrie e fabbriche potranno continuare a svolgere le proprie attività produttive a condizione che assumano misure di sicurezza adeguate ad evitare il contagio. Chiuse le attività inerenti i servizi alla persona come barbieri, parrucchieri, estetisti. Restano chiusi fino al 3 aprile – come da precedente decreto – musei, cinema, teatri, scuole e università.

Chi resta aperto

Restano aperte le attività commerciali legate alla vendita di generi alimentari e di prima necessità, sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato – come il panettiere, la latteria, il macellaio – sia nell’ambito della media e grande distribuzione (ipermercati, supermercati, discount di alimentari), anche all’interno dei centri commerciali. Restano aperte le farmacie, le parafarmacie, le edicole, i tabaccai; tutti devono far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di un metro.Resta consentito il commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici. Resta consentita la ristorazione con consegna a domicilio, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, sia per l’attività di confezionamento che di trasporto. Restano aperti i ristoranti nelle aree di servizio stradali e autostradali e nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti e negli ospedali. Aperti i servizi bancari, finanziari, assicurativi, pompe di benzina, idraulici, meccanici, artigiani. Consentito anche il commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro e materiale elettrico e termoidraulico; articoli igienico-sanitari, articoli per l’illuminazione, articoli medicali e ortopedici, profumerie, piccoli animali domestici, ottica, saponi, detersivi. Aperte anche le lavanderie. L’attività del settore agricolo, zootecnico e di trasformazione agroalientare. Industrie e fabbriche continueranno le proprie attività a condizione che proteggano i lavoratori con protocolli di sicurezza speciali.
Dato il tempo di incubazione del Covid-19, come sottolineato dal presidente Conte, ci vorranno almeno due settimane per vedere il risultato di queste ultime disposizioni.
Nel frattempo, prosegue in maniera intensa l’attività delle aziende che si occupano di spesa online e della consegna di cibo a domicilio. In molti, infatti, cercano di evitare tramite ordini a distanza file e pericolosi (e inutili) affollamenti nei pressi dei supermercati, che restano tuttavia aperti, garantendo il servizio in alcuni casi anche 24 ore su 24. Negli ultimi giorni gli ordini si sono moltiplicati e le piattaforme fanno sapere che i tempi di consegna potrebbero essere più lunghi del solito. Tuttavia, resta la possibilità di effettuare ordini online e di ricevere la spesa presso la propria abitazione.

I siti per la consegna a domicilio della spesa e del cibo

Carrefour
Fino al 12 aprile la consegna è gratuita per i clienti sopra i 65 anni che fanno la spesa nello store online: il numero dell’assistenza clienti è 800.650.650.
Esselunga
Anche Esselunga ha reso gratuita la spedizione per i propri clienti sopra i 65 anni che ordinano online, oltre al servizio di consegna a domicilio della spesa che si sceglie in negozio (prima di iniziare la spesa va informato il Punto Fidaty del negozio in questione).
Amazon Prime Now
Attivo il servizio tramite la piattaforma online. l’ordine minimo è di 15 euro.
Coop
Il servizio di spesa online è disponibile a Roma, in Emilia-Romagna e in Veneto sul sito EasyCoop, mentre chi abita in Lombardia, Piemonte e Liguria può scegliere la spesa online e ritirarla in negozio oppure in alcuni depositi tramite il sito Laspesachenonpesa.
Supermercato24
La società si occupa di consegnare a casa i prodotti scelti da diversi supermercati presenti sul territorio: è attiva in 35 province e in questi giorni offre la consegna gratuita ai clienti che hanno più di 65 anni e fanno una spesa superiore ai 40 euro nelle catene convenzionate (Coop Lombardia, Bennet, Conad, Carrefour, Tuodì, Fresco Market, MD, Pewex, Iper). Per utilizzare lo sconto va inserito sul sito il codice UNAIUTOX65 al momento di pagare la spesa.
Eataly
Consegna a Milano, Roma e Torino, oltre che alcuni specifici prodotti in altre regioni italiane.
Cicalia
Piattaforma per la spesa online che consegna in tutta Italia. Numero verde attivo dal lunedì al venerdì:+39 0376 1590669
NutriBees
Startup che offre un servizio di healthy food delivery attivo in tutta Italia, con la consegna di piatti bilanciati già pronti a domicilio. In questi giorni ha attivato la campagna #ioRISTOACASA che prevede sconti sugli ordini e la devoluzione di 1 euro per ogni ordine ricevuto all’ASST dell’Ospedale Sacco di Milano, in prima linea in questa emergenza sanitaria. Per usufruire degli sconti e partecipare all’iniziativa basterà inserire, al momento dell’acquisto, il codice IORISTOACASA.