Una raccolta solidale di strumenti tecnologici – come pc o tablet – per le famiglie in difficoltà, impossibilitate a fruire della didattica a distanza (DAD). Un appello lanciato dalla nostra redattrice Barbara Riccardi, ambasciatrice del Global Teacher Prize – premio Nobel per l’insegnamento, nel corso della trasmissione televisiva di RAI 1 “UnoMattina in famiglia” nello spazio “Promossi o bocciati” del 2 maggio; appello subito raccolto da #TuttiConnessi, progetto nato una settimana fa a Torino e già in rapida espansione su tutto il territorio nazionale.

Il nuovo modo di fare scuola, dettato dall’emergenza sanitaria, ha trovato impreparate non poche famiglie: secondo una recente indagine ISTAT, infatti, solo il 22,2% di queste possiede un device per ogni componente, mentre il 14,3% per cento delle famiglie con almeno un minore non possiede né computer, né tablet.

Se da una parte la teledidattica si è mostrata una risorsa strategica per garantire la continuità delle attività di formazione, dall’altra ha acceso i riflettori sul problema del digital divide, ostacolo di non poco conto in un contesto di distanziamento sociale.

A garanzia di una didattica inclusiva, raccogliendo l’appello di Barbara, le associazioni torinesi SYXTékhnéInformatici Senza Frontiere e MuPIN – Museo Piemontese dell’informatica hanno creato un team multidisciplinare, in grado di favorire l’accesso ad hardware indispensabili per la formazione online.

L’obiettivo è quello di raccogliere da privati e aziende gli apparati informatici inutilizzati, recuperarli, sanificarli, rigenerarli e distribuirli agli studenti che ne abbiano necessità.

I device potranno essere richiesti attraverso la mediazione di docenti ed educatori sul sito tutticonnessi.it. Sullo stesso portale sarà possibile donare un dispositivo: computer portatili, tablet o smartphone, di qualsiasi marca e tipologia, purché funzionanti e sufficientemente recenti.

“Utilizzando il pc stiamo notando che anche i bambini che prima in classe erano silenti, si isolavano disegnando o distraendosi, ora intervengono, interagiscono, sono puntuali alle lezioni, sono motivati, si preparano, espongono il loro pensiero, studiano e scrivono, i famosi BES e DSA; per questo al rientro a scuola continuerò ad utlizzare i pc o i table in clase e a casa, proprio per questi successi educativi e sociali inclusivi e di valorizzazione dei bambini – sottolinea Barbara Riccardi – “La scuola è un diritto e per trasformarla in una nuova avventura magnifica occorre condividerla rendendo… #TuttiConnessi”.

Al momento sono attive le reti di Torino e Roma, ma per ampliare il raggio di azione e raggiungere anche Milano e molte altre città il progetto si appoggia al crowdfunding della rete del dono.

Per informazioni sarà possibile contattare Barbara Riccardi anche su Messenger.

Barbara Tangari