Trasparente, sicura, tecnologica, sostenibile, made in Italy. CLIU è la mascherina innovativa che cerca di rispondere a un’esigenza di normalità: tornare a respirare a pieni polmoni senza temere per la propria salute o per quella di chi ci è vicino; tornare a sorridere e a mostrare agli altri il nostro sorriso.

Nata durante il lockdown, CLIU è stata progettata e sviluppata in smart working da un team italo-spagnolo di designer, esperti in tecnologia e innovazione.

Pronta ad essere indossata quando necessario, in aereo o nei luoghi affollati, al supermercato, in bicicletta o in mezzo al traffico, la mascherina permette di respirare e comunicare naturalmente, mostrando agli altri le proprie espressioni, attraverso lo schermo protettivo trasparente.

La versione PRO, è dotata inoltre di bluetooth, microfono e sensori integrati che, insieme all’app dedicata, aiutano a prevenire l’insorgere di malattie monitorando lo stato del proprio respiro e la qualità dell’aria.

«I dati e la tecnologia hanno un ruolo fondamentale nella prevenzione di nuove patologie – spiega Dario Gattuso, Chief Technology Officer di CLIU – Può essere vitale avere informazioni in tempo reale sul nostro stato di salute».

Lo schermo protettivo trasparente e il sistema anti appannamento, permettono di vedere sempre il labiale dell’interlocutore, consentendo, in particolare alle persone con difficoltà uditive, di tornare a condurre una normale vita sociale, in totale sicurezza.

Oggetto di una campagna di crowdfunding su Indiegogo, CLIU può essere pre-ordinata in abbinamento a una lampada a raggi UV integrata nella stazione di ricarica che permette di sanificarla giornalmente.

DESIGN

CLIU risponde a una richiesta di sicurezza, di comfort ma anche di design e si rivolge a un mercato internazionale puntando sullo stile, la qualità e la creatività che negli anni passati hanno fatto grande il made in Italy.

«Il design è cultura quando trasmette idee, valori e principi, definisce la qualità dei prodotti, dei servizi e dei processi, coniugando funzionalità, estetica e sostenibilità – ​commenta Simona Lacagnina, product designer di CLIU – Un prodotto deve essere pensato per durare nel tempo e alla fine del suo ciclo di vita, per essere disassemblato in modo che ogni sua parte trovi un nuovo utilizzo».

UN OCCHIO ANCHE AL PIANETA

Rispetto alle tradizionali mascherine usa e getta, CLIU è lavabile e indossabile innumerevoli volte. La mascherina è stata infatti pensata e disegnata in un’ottica di economia circolare grazie a un brevetto dell’Università di Siena e con la collaborazione del Siena BioActive, Spin-off del Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Siena, coordinato dalla Prof. Annalisa Santucci: “Il nostro dipartimento ha sviluppato un forte know-how nei test di biocompatibilità delle mascherine anticovid. Oltre all’efficacia di questi dispositivi, è importante però non sottovalutare l’impatto nell’ambiente dei filtri tradizionali – ​spiega la Prof. Annalisa Santucci, Direttore del Dipartimento di Biotecnologie, Chimica e Farmacia dell’Università di Siena – il progetto di ricerca e sviluppo sui filtri di CLIU punta a raggiungere importanti prestazioni su entrambi i fronti. Infatti, pur basandosi su materiale ecosostenibile in quanto generato totalmente da scarti agroalimentari o forestali, potremo contare su un materiale bioattivo a consistente attività antimicrobica”.

Il crowdfunding su Indiegogo, oltre a dare il via alla produzione di CLIU, contribuirà all’installazione di una barriera sull’Arno, che fermerà 20 tonnellate di rifiuti plastici all’anno, destinati altrimenti a finire in mare. L’installazione sarà a cura di SEADS, barriera per fiumi sviluppata in collaborazione con l’Università di Firenze e il Politecnico di Milano.