Napoli-New York in meno di due ore. E’ ciò che promette l’agenzia Trans-Tech, a lavoro su un piccolo jet privato, pensato per portare solo sei persone per volta in volo, “a bassa quota”, ad una velocità ben 4,5 volte più veloce del suono.

Il progetto Hyplane, a cui partecipa il Distretto Aerospaziale della Campania, punta ad esplorare un settore di mercato ancora libero, con la messa a punto di un sistema di tre motori integrati che permetterà al jet di atterrare e decollare da qualsiasi aeroporto civile, per prendere poi velocità elevatissime una volta in volo.

Tra le differenze sostaziali rispetto ai jet tradizionali “soprattutto materiali e strutture” spiega in un’intervista al Corriere della Sera l’Ing. Gennaro Russo, consulente dell’agenzia Trans-Tech. “La superficie esterna di un aereo che viaggi su una rotta ordinaria tocca i -50°C. È stato calcolato invece che l’Hyplane viaggerebbe per più di un’ora con la temperatura esterna di circa 400°C a causa del maggiore attrito dell’aria dovuto alla velocità superiore. L’alluminio tradizionale fonderebbe. Useremo il titanio. A quelle velocità anche i sistemi di controllo del velivolo sono molto diversi: le tecnologie aero spaziali per il rientro dall’orbita ci hanno insegnato molto”.

E mentre i grandi competitor lavorano ad aerei enormi che hanno bisogno di piste molto lunghe, l’Hyplane punta alla possibilità di utilizzare per decollo e atterraggio anche aeroporti con piste lunghe solo 1 km, così da dare la possibilità ai passegeri di decollare dall’aeroporto più vicino a casa e atterrare quasi nel centro della città di destinazione, così da non dover spendere, tra spostamenti da e verso i pochi aeroporti attrezzati, tutto il tempo risparmiato con il volo super veloce.

I prezzi, certo, non saranno accessibili a tutti: 10.000 euro più o meno per un volo Napoli-New York; 50.000 per un volo suborbitale. “Meno dei 250.000 euro che costa il giretto con la Virgin” sottolinea comunque Russo.
Al momento il Dipartimento Aerospaziale della Campania e Trans-Tech stanno effettuando i primi test sui materiali. Per la realizzazione del prototipo, però, servono 250 milioni di euro; 2 miliardi per l’industrializzazione. “Tecnicamente – spiega Russo – ci basterebbero 4 o 5 anni per poter volare, più i tempi delle certificazioni e delle autorizzazioni”. Il DAC è alla ricerca di altri finanziamenti istituzionali o privati, di soci o di qualcuno che faccia proprio il progetto.

“Possiamo dire con orgoglio che questo è l’unico progetto di questo genere al mondo che presuma un risultato di gestione positivo – conclude Russo – Prevediamo di andare a breakeven all’undicesimo anno di attività sui 20 del ciclo di vita dell’aereo. Possiamo quindi immaginare un guadagno complessivo di circa 4 miliardi di euro in 20 anni”.