Oggi il nostro sistema di sviluppo si basa sulla cosiddetta Economia Lineare, che sfrutta le risorse naturali (principalmente fossili) per generare beni e servizi, chiudendo il proprio processo produttivo con l’eliminazione degli sprechi, destinati ad accumularsi sempre di più.

Dall’altro lato, l’Economia Circolare mira a ridurre la maggior parte dei rifiuti, convertendoli in una risorsa disponibile che può essere riutilizzata come materia prima secondaria nel processo produttivo. Ogni prodotto o output, dal momento in cui viene fabbricato al momento del suo effettivo utilizzo, viene ottimizzato fino alla fine del suo ciclo di vita.

Benefici sociali ed economici

L’Economia Circolare rappresenta un’ottima soluzione all’enorme problema dei rifiuti, una gestione circolare degli scarti, potrebbe infatti generare un profitto sia in termini monetari che sociali. Rappresentando una fonte di approvvigionamento più accessibile per quelle aziende che spesso non riescono a sostenere il prezzo delle materie prime, i cui costi di acquisto e smaltimento stanno subendo in molti casi un aumento esponenziale.

Un chiaro esempio di gestione circolare dei rifiuti è l’avanzamento della così detta Tariffa Puntuale, imposta sostitutiva dell’attuale TARI, che permette ai singoli cittadini di pagare la tassa sui rifiuti in base alla quantità di scarti riciclati, incentivando quindi la raccolta differenziata e permettendo un sistema di riciclaggio più efficiente.

Benefici ambientali

Tra i piani dell’Economia Circolare vi è la cosiddetta forestazione urbana, definita come la coltivazione e la gestione degli alberi in un sistema urbano (città), per favorire il benessere sociale.

Per natura le piante sono in grado di assorbire CO2 e purificare l’aria circostante da varie sostanze inquinanti. Sono strumenti che la natura ci offre per mitigare il microclima e l’impatto delle emissioni climalteranti, eccessivamente elevate in città.

Un chiaro esempio ne è la città di Liuzhou, Cina.

Sarà la prima nel mondo a diventare una città foresta, in grado ogni anno di assorbire circa 10.000 tonnellate di CO2 e 57 tonnellate di polveri sottili e di produrre circa 900 tonnellate di ossigeno, capace di ospitare fino a 30.000 abitanti.

Liuzhou Forest City (il futuro nome della città) disporrà di tutte le caratteristiche di un insediamento urbano pienamente autosufficiente dal punto di vista energetico, a partire dalla geotermia per il condizionamento degli interni e dall’uso diffuso dei pannelli solari sui tetti per la captazione delle energie rinnovabili.

Barbara Tangari