A guardarla, sembra una mascherina come tutte le altre. Tra i suoi quattro strati, però, racchiude un tessuto realizzato con le più avanzate bionanotecnologie di origine esclusivamente organica, in grado di neutralizzare il virus del Covid-19.

Sviluppata dalla vietnamita WAKAMONO, una delle maggiori aziende mondiali nel campo delle bionanotecnologie, arriva anche in Italia la mascherina chirurgica in grado, non solo di filtrare, ma anche di neutralizzare il virus del Covid-19 oltre a quello dell’influenza e di molti batteri e patogeni.

Non solo un filtro

La mascherina brevettata dalla Wakamono è bianca, ripiegata su più strati, con due elastici alle estremità, in corrispondenza delle orecchie: esteticamente molto simile alle altre mascherine usa e getta in circolazione. Al suo interno però, contiene un filtro realizzato in GECIDE, uno speciale tessuto in grado di eliminare il 99 per cento dei virus e dei batteri con cui entra in contatto.

Ricoperto da milioni di nanoparticelle organiche cristallizzate, selezionate da miliardi di molecole di origine naturale, il Gecide crea infatti una sorta di “trappola” in grado di catturare e distruggere virus e batteri non appena gli stessi entrano in contatto con queste nanoparticelle.

Registrata al Ministero della Salute Italiano come dispositivo medico ed al FDA americano, la mascherina anticovid rappresenta un nuovo strumento a favore della protezione individuale dalla pandemia in atto e un’arma in più per la protezione di pazienti e personale medico in ambito ospedaliero e sanitario.

Utile anche dopo averla indossata

Secondo uno studio condotto dall’Università di Medicina di Greifswald (Germania) il virus del Covid rimane attivo sulla superficie di una mascherina fino a due giorni ed il rischio di contrarre o diffondere l’infezione tramite il contatto con la mascherina è generalmente ignorato. 
Eliminando il 99 per cento di virus e batteri, spiegano dalla Wakamono, il nuovo dispositivo, offre una protezione in più, riducendo il rischio di contaminare l’ambiente con cui viene a contatto la mascherina usata.

“La nostra missione è migliorare la vita ed il benessere della popolazione. Tutte le nostre attività sono tese al raggiungimento di questo obiettivo” dicono dall’azienda impegnata nella ricerca di soluzioni innovative basate sull’utilizzo delle bionanotecnologie.

La mascherina chirurgica Wakamono è stata brevettata in tutto il mondo e da qualche mese è disponibile anche in Italia. La distribuzione del dispositivo è stata affidata in esclusiva a Envitorek Italia srl, azienda dell’Emilia-Romagna, attiva nel campo del brokeraggio farmaceutico e impegnata, negli ultimi anni, in progetti di sterilizzazione dei rifiuti sanitari/ospedalieri a rischio infettivo.